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Terme di Acireale, storia di degrado, di annunci e di silenzi

Terme di Acireale l’11 aprile 2016 l’on. pentastellata Angela Foti dichiarava: “Le Terme siciliane sono state completamente abbandonate dalla Regione. Da ben 6 anni tutto è fermo in attesa che l’amministrazione regionale rediga il bando di affidamento ma ad oggi nulla è stato fatto, accampando i più disparati, e spesso astrusi, impedimenti giuridici”.

25 ottobre 2016 – Per le Terme di Acireale interviene la Regione Sicilia che prende in carico l’hotel Excelsior e il Polifunzionale (inaugurato e mai utilizzato) per pagare i debiti prodotti che, come afferma Baccei, “in piena proprietà, potrà girare la gestione al Comune che a sua volta, per un certo numero di anni, potrà darla in gestione a terzi”.

Sembrava una buona notizia ed una svolta per la questione Terme. Infatti le dichiarazioni dei politici sfioravano il trionfalismo.

Dichiarava l’allora assessore regionale Baccei: “Le terme rappresentano un volano per il turismo e, in particolare, per quello di qualità, uno dei settori prioritari sui quali puntare. All’inizio ci siamo invischiati anche noi in una situazione complicata perché alcuni beni erano di proprietà dell’azienda e altri regionali, in usufrutto alla SPA. Abbiamo scelto la soluzione più semplice cioè riportate tutti i beni in carico alla Regione. Anche gli altri beni tornerebbero alla Regione che, in piena proprietà, potrà girare la gestione al Comune che a sua volta, per un certo numero di anni, potrà darla in gestione a terzi”.

Stesso tenore le parole dell’on. Nicola D’Agostino: “La legge è semplice ma occorre organizzarsi e predisporre tutto per il meglio. Secondo la norma regionale, la proprietà del Grand Hotel Excelsior e del Polifunzionale tornerà la Regione che, grazie al mutuo concesso dalla Cassa depositi e prestiti, potrà garantire per la Spa oggi in liquidazione, il pagamento dei debiti milionari. Una volta risanate, le Terme saranno affidare al Comune che potrà darle in gestione dopo aver predisposto apposita gara d’appalto”.

E al coro si aggiungevano le dichiarazioni dell’allora sindaco di Acireale Roberto Barbagallo: “Per noi rappresenta una grande responsabilità ma anche un’opportunità unica che noi non vogliamo perdere”.

Da quei giorni fino ad oggi niente è cambiato, tutto tace ed i cancelli sono chiusi, investitori non se ne vedono neanche a pagarli, non esiste un bando, liquidatori (tre) di cui non abbiamo alcuna notizia e il silenzio scende nel degrado delle Terme di Acireale in ogni suo luogo fino al parco.

Assistiamo impotenti da un’altra speranza di ripresa economica e di vivibilità che marcisce nei cassetti della classe politica siciliana.

P.S. Ci fu un tentativo (associazione Costarelli ed altri) di ridare vita al Parco ma, come tutte le cose buone, presto finì tutto e tutto tornò ad essere un misero cancello chiuso.

(mAd)

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