Acireale – la Città dei Progetti Perduti

Con delibere di giunta del mese di agosto 2020 sono stati approvati due progetti importanti per la città, da finanziare attraverso il GAL, finestra di fondi europei del Por 2014-2020 di cui attendevamo da tempo l’attuazione.

il 1° è il progetto esecutivo per la riqualificazione dell’area esterna di pertinenza all’ex liceo classico Gulli e Pennisi (primo stralcio) per l’importo di complessivo di €. 410.000,00, per il quale l’amministrazione si esprimeva così:

Con deliberazione della Giunta Comunale n. 144 del 26 agosto 2020, che in premessa tra l’altro riporta : “(…) Il GAL Terre di Aci S.c.a.r.l. in data 20/04/2020 ha pubblicato il BANDO PUBBLICO – Riferimento sottomisura 7.2. “Sostegno a investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni tipo di infrastrutture su piccola scala, compresi gli investimenti nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico”(…) e nelle considerazioni che “(…)l’Amministrazione Comunale ha dato indirizzo per la predisposizione di progetti vari, tra cui il progetto per intervenire sull’area esterna di pertinenza all’ex Liceo Classico “Gulli e Pennisi” di Acireale, ai fini della partecipazione al Bando sottomisura 7.2 del GAL Terre di Aci “Sostegno a investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni tipo di infrastrutture su piccola scala, compresi gli investimenti nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico”; (…)”, si approva “(…) il progetto esecutivo dell’intervento di “RIQUALIFICAZIONE DELL’AREA ESTERNA DI PERTINENZA ALL’EX LICEO CLASSICO GULLI E PENNISI – STRALCIO 1”, per l’importo complessivo di €. 410.000,00 (…)”.

Mentre il secondo riguarda il collegamento ciclopedonale Santa Caterina (Acireale), in pratica è la naturale prosecuzione di Acigreenway sul vecchio tracciato dismesso in zona Suffragio per un importo di circa 342.000€.

come si può leggere dal progetto —“La riqualificazione del tratto ciclopedonale da Santa Caterina a Via Romeo fa parte di un più vasto progetto intrapreso dall’amministrazione della Città di Acireale, volto al raggiungimento di “standard di vita qualitativamente sempre più efficienti”. Questo percorso è stato avviato con la stesura del progetto “Aci Greenway” (ormai in fase di inizio dei lavori), che punta alla riqualificazione del vecchio tracciato dismesso della ferrovia collegandolo al tessuto urbano con la pista ciclabile che interessa il triangolo cittadini dei Corsi Umberto I, Savoia e Italia, restituendo il mare al centro cittadino.
Questo percorso sarà attrezzato con aree a verde, punti di sosta ed opportuni collegamenti al fine di garantire l’accessibilità e l’integrazione con il vecchio tessuto storicizzato. Questo intervento permetterà il diretto collegamento di vari punti del centro storico acese, con l’accesso alla discesa delle “chiazzette” percorso ambientale di unica attrattiva, nonché storico sentiero di collegamento tra il mare, frazione marinara di Santa Maria la Scala, e la città. L’intero tracciato oggi verte in uno stato di degrado ambientale, causato dall’elevata presenza di vegetazione infestante che ne impedisce l’attraversamento e il reale stato architettonico del luogo, principale intervento per la riqualificazione dell’area è la pulizia e il decespugliamento del tracciato da alberature e arbusti infestanti.


Un progetto bellissimo che trasformerebbe la zona del Suffragio in un balcone sulla timpa destinato alla mobilità dolce, inoltre lungo il percorso è prevista una pista ciclopedonale che in alcuni tratti diventa promiscua data la larghezza del tratto ferroviario. Ai due ingressi, e non solo, sono presenti alcune aree sosta arredate con panchine e cestini portarifiuti. Tutta l’area, per dare maggiore sicurezza al percorso, è costellata da punti luci ogni sette metri. Nelle zone sosta i pali sono di tipo tecnologico con la presenza di postazioni WIFI e meccanismi di chiamate di emergenza.

Purtroppo questi due bellissimi progetti presentati e sostenuti dal Comune di Acireale per mano del Sindaco Alì, sono stati bocciati dalla commissione del Gal di cui è presidente il Sindaco Stefano Alì.

Proviamo rapidamente a capire perchè.

Leggendo il bando ai quali i due progetti avrebbero dovuto attenersi leggiamo che —È condizione obbligatoria, ai fini dell’ammissibilità della domanda, la presentazione del progetto definitivo, corredato di tutti gli elementi necessari ai fini del rilascio delle autorizzazioni ed approvazioni previste dalle normative vigenti per il livello di progettazione definitivo;… In caso di ammissibilità la cantierabilità deve essere presentata entro 90 giorni dalla pubblicazione della graduatoria definitiva. Il progetto sarà ritenuto cantierabile quando sia stata acquisita ogni autorizzazione, permesso, parere o nulla osta previsti dalla normativa vigente per l’avvio e la realizzazione dei lavori previsti.

In pratica si chiede, come dovrebbe avvenire per qualunque progetto cofinanziato, che le opere siano immediatamente cantierabili e pertanto la presenza di parti del progetto soggette ad esproprio, e quindi non disponibili, non è una condizione di ammissibilità, eppure nel caso del “Gulli e Pennisi” si tratta di importi modesti, appena 5000€.

Nel caso del percorso ciclopedonale la vicenda è più complessa, ovvero manca la totale disponibilità delle aree.

Infatti la proprietà del vecchio tracciato ferroviario è di RFI e mentre nel caso della Greenway della timpa, in corso di completamento, lo stesso fu acquistato per circa 272.000€ dalla società del gruppo RFI, nel caso del tratto di Santa Caterina non c’è nessun atto formale di disponibilità a meno di una “promessa di vendita” di cui non disponiamo copia.

Eppure sarebbe bastato un semplice comodato gratuito come avviene in tante parti d’Italia ed in Sicilia, per la concessione delle ferrovie dismesse ai comuni che intendono riutilizzarle, ma probabilmente, dopo la vendita del primo tratto da parte di RFI, il gestore ferroviario avrebbe gradito un altra monetizzazione dei suoi vecchi tracciati, anche se interamente pagati e realizzati con fondi pubblici.

Comunque sia nel primo caso che nel secondo il requisito della “cantierabilità” risulta mancante e come si legge dalle circolari assessoriali di chiarimento al progetto, su questo punto non si transige (CCR Docet).

CANTIERABILITÀ: PIENA APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI
EDILIZIA ED URBANISTICA – LEGGE N° 262 DEL 11 NOVEMBRE 2014 (CD.
SBLOCCA ITALIA) E L.R. N° 16 DEL 18 AGOSTO 2016

Come è noto, per le opere edili, al fine di consentire il pieno utilizzo delle risorse disponibili il
beneficiario deve garantire che gli investimenti, relativi alla domanda di sostegno, siano
CANTIERABILI.
La condizione di cantierabilità non è il semplice assolvimento degli iter amministrativi/ tecnici
relativi al progetto, ma riguarda l’effettiva realizzabilità del progetto e il relativo adempimento delle
procedure amministrative ed autorizzative dell’opera.
Il beneficiario deve dimostrare l’immediata cantierabilità di un progetto al fine di garantire
l’effettiva esecutività delle opere anche rispetto a tutti quegli elementi (stato dell’area, presenza di
impedimenti, possibili difficoltà operative) che non sono legati all’iter autorizzativo ma che
costituiscono passaggi essenziali da superare per consentire lo svolgimento dei lavori nei tempi e
costi previsti.

Fabio D’Agata