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Acireale, lavori pubblici e “perizia di variante” e poi si paga il conto

Acireale – Per chi non lo sapesse, la perizia di variante in corso d’opera serve per fare eseguire dei lavori alla ditta, non previsti nel progetto aggiudicato, a fronte chiaramente di un compenso.

I motivi che portano alla redazione di una perizia di variante dovrebbero essere legati a situazioni che emergono in corso d’opera non prevedibili in fase di progettazione.

E’ evidente a tutti che attraverso questo meccanismo si alterano le regole di concorrenza trasparente fra le ditte che partecipano alla gara, poiché nei lavori stabilita con la perizia si sa già qual è la ditta che effettuerà i lavori ed ad un prezzo definito dalla Direzione Lavori. E ad Acireale spesso capita che i nuovi lavori non siano neanche regolamentati dal prezzario regionale ma con prezzi definiti dalla direzione dei lavori, come nel caso ad esempio degli alberi sul lungomare di Santa Maria la Scala.

E’ chiaro che questa è una forma borderline di conduzione dei lavori ed il Legislatore ha posto dei limiti ben precisi, prevedendo anche eventuali verifiche di responsabilità del progettista, in linea di massima il limite è un quinto dell’importo dei lavori.

Ad Acireale invece la perizia di lavoro è la prassi.

  • Lungomare di Santa Maria La scala perizia con scostamenti di lavori per 531.000 € su lavori per 703.000 € incidenza del 75%
  • Porto di Santa Maria La Scala scostamento di 204.823,72 € su un importo complessivo di 428.258,46.
  • Villa belvedere Perizia di variante, non sono disponibili gli importi.
  • Caffè Chantal (lavori nell’ambito della villa) Importo lordo della perizia di 175.000 € su un importo contrattuale di 137.000 €.
  • Palazzo del Turismo (ex VVUU) ben 2 perizie di variante
  • Lavori di ristrutturazione del Municipio perizia di variante con incremento dei costi per 204.960 €.
  • Area Artigianale perizia di variante, non sono disponibili gli importi.
  • etc.

Ed alla fine ci scappa anche la Perizia di Variante approvata prima del contratto. Avrete infatti sicuramente letto sulla stampa la notizia dell’Assessorato regionale che ha richiesto 208.235,99 € al Comune di Acireale fra restituzione di parte del finanziamento e sanzioni. Tutto nasce per una perizia di variante che non è stata ritenuta legittimamente motivata.

E oltre al danno le beffe visto che i pannelli fotovoltaici sfortunatamente non funzionano ancora. Infatti, malgrado i numerosi accessi agli atti, non è dato conoscere la produzione dei pannelli, ma tutto lascia immaginare che l’impianto non sia ancora in funzione malgrado i lavori siano stati conclusi a Novembre del 2014. 1.750.000 € buttati, come tanti altri finanziamenti ad Acireale.

Nello specifico la responsabilità in capo alla passata amministrazione. Ma dov’erano i nostri attuali amministratori che in quel periodo avrebbero dovuto fare opposizione? E come mai dopo il loro insediamento si è continuato alla grande ad abusare delle perizie di variante in corso d’opera?

Se c’è da rilevare una nota positiva è quella che sembra sia cambiato l’atteggiamento degli uffici che si sono resi conto che il loro operato è soggetto al controllo dei cittadini ed ecco che l’ennesima variante in corso d’opera sui lavori di ripristino del Maugeri viene ampiamente descritta e circostanziata, motivandola dettagliatamente. Perizia che da € 638.558,22 (al lordo degli oneri sulla sicurezza) passa a € 761.042,76 (sempre al lordo degli oneri sulla sicurezza) per un aumento di € 122.484,54, pari al 19,18%.

E gli uffici non mandano più in gara progetti come quello di Aci Greenways (la pista ciclabile) perché forse  si rendono conto dell’inadeguatezza dello stesso. Hanno capito che ne risponderanno loro e non i politici.

In merito alla richiesta di risarcimento della regione per chi volesse approfondire.

Questo è il link al decreto regionale 89 che contiene la deliberazione regionale. http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_LaStrutturaRegionale/PIR_AssEnergia/PIR_DipEnergia/PIR_Decretideldipartimentoenergia/PIR_2017decreti/PIR_febbraio17/89%20ddg.pdf

Da quello che si legge sembra che l’amministrazione regionale non ritenga ammissibile una perizia di variante redatta prima della stipula del contratto.

Ecco un po’ di date significative prese dalla delibera di giunta n. 16 dell’8/2/2017.

L’11/04/2011 la Regione comunica che la realizzazione di un sistema fotovoltaico presso gli uffici comunali di via degli ulivi è finanziabile.

Il 01/07/2011 esperimento della gara per la progettazione, sottoscrizione del disciplinare il 15/07 e consegna del progetto dopo appena 4 giorni (questa celerità è una costante dei lavori pubblici acesi, basta guardare i lavori alla villa belvedere).

Il 7/3/2012 la Regione comunica il finanziamento dell’opera per 1.742.500 €

L’8/6/2012 viene autorizzata la gara per la realizzazione dei lavori.

La Delibera di giunta riporta che in data 8/10/2011 viene aggiudicata la gara con un ribasso del 27,442 %. Mi sembra più plausibile che la data sia 8/10/2012 dato che deve essere successiva alla autorizzazione.

Il 12/08/2013 la D.L. redige una Variante e suppletiva. Non sono disponibili gli atti ma grosso modo si passa da un importo aggiudicato di circa 827.000 € compresi gli oneri per la sicurezza ad un importo complessivo di 1.017.900. quindi quasi 200.000 € fra perizia di variante e successivi concordamenti di nuovi prezzi (62).

Finchè il 10/03/2015 arriva una nota dalla regione con cui l’U.M.C., nell’ambito delle proprie competenze, avendo configurato come irregolare la suddetta P. V.S., in quanto la stessa è stata predisposta antecedentemente alla sottoscrizione del contratto, ha ritenuto di richiedere apposito parere al Dipartimento della Programmazione che stabilisce che il comune di Acireale dovrà restituire l’importo di € 206.467,71.

Infatti il contratto è stipulato solo in data 24/02/2014 successivamente alla data della Perizia di Variante.

Mi sembra interessante per chi voglia approfondire e leggere

http://www.comune.acireale.ct.it/public/img/46284_G.M.%20n.16%20del%2008.02.2017.pdf Ancora più interessante è la copia della delibera presente sull’albo pretorio, poiché riporta tutti gli allegati.

(Stefano Alì)

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