Acireale: ricomincia la stagione dei Lavori Socialmente Utili?

Giorno 19 Gennaio la Giunta di Acireale con delibera n. 5 ha approvato il progetto di utilizzo di 23 lavoratori, titolari di trattamento di indennità, in lavori socialmente utili.

Vengono richiesti al Centro per l’Impiego Operai edili, Giardinieri, Geometri, Autisti, Uscieri e Operatori Informatici. Questo è il profilo dei lavoratori interessati alle attività.

E questi i servizi a cui vengono assegnati.

Il Decreto Legislativo 468/97 regolamenta l’utilizzo diretto in attività socialmente utili (LSU) dei lavoratori titolari di trattamenti straordinari di integrazione salariale, del trattamento di indennità di mobilità e di altri ammortizzatori sociali. Questo il link alla Legge .

Non conosco le modalità che regolano la partecipazione e la stesura della graduatoria, ma si tratta di Legge Nazionale e credo che il regolamento non possa discostarsi da quello che viene utilizzato nella provincia di Barletta, che prevede 20 giorni di pubblicazione del bando e la richiesta di partecipazione del lavoratore nel periodo di pubblicazione.

Mi auguro che l’operazione, che sembra non avere costi per la collettività, abbia una ricaduta positiva per la città. Peccato che il progetto, come tutti quelli della nostra amministrazione è assolutamente generico e per nulla dettagliato, da quanto pubblicato non è possibile capire cosa ci si aspetti che venga realizzato in questi sei mesi di lavoro di 23 persone.

Dal punto di vista dei lavoratori mi sembra che i benefici siano di tipo immateriale, gratificazione personale per essere pagati a fronte di un reale lavoro svolto, e di un’eventuale formazione e/o esperienza professionale acquisita. Infatti l’impegno economico previsto è commisurato alla forma di assistenza a cui sono già legati. Avrebbero un beneficio economico solo a fronte di un impegno orario maggiore.

La Legge recita che l’utilizzazione dei lavoratori nelle attività non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro, ma tutti sappiamo che in In Italia nulla è più definitivo del provvisorio.

(Stefano Alì)