Amianto Pozzillo, rinviata la consegna dei lavori

Oggi doveva essere una bella giornata per Pozzillo e per tutta la città. Dopo un anno di attesa, finalmente, la ditta aggiudicataria della gara per la demolizione, la rimozione e lo smaltimento, in danno, dei materiali contenenti amianto doveva entrare nell’ex stabilimento Acque Minerali Pozzillo e dare ufficialmente avvio ai lavori.

Così non sarà, lo annuncia furioso Rito Greco ex consigliere comunale, che da un decennio porta avanti la battaglia per il decoro della frazione e la salute dei suoi abitanti.

«La notizia del giorno è l’ennesimo rinvio ad altra data della consegna dei lavori. Sembrerebbe infatti che la buona notizia trapelata nei giorni scorsi sia stata smentita dal fatto che manchi l’autorizzazione ad accedere ai luoghi sequestrati. Voglio capire subito, (e prenderò posizioni forti), cosa ci sta dietro l’incapacità di questa amministrazione a esitare un procedimento ormai praticamente concluso».

Rito Greco ripercorre la questione decennale dello stabilimento Acque Pozzillo, chiuso dalla fine degli anni 90, acquistato dalla Sidoti Acque e poi abbandonato.

Nel 2010 Rito Greco, con la comunità pozzillese e il parroco, accende i riflettori su quei capannoni fatiscenti, diventati un pericolo per la salute della popolazione.

Le lastre di eternit che ricoprono la superficie di circa diecimila metri quadrati sono ben visibili, sono sfaldate, la situazione è allarmante.

La vicenda giudiziaria inizia nel 2013, quando la Guardia di Finanza dispone il sequestro dell’area a seguito dell’intervento dell’ASP di Palermo. Le analisi certificano la presenza di microparticelle di amianto.

L’amministrazione Garozzo emette un’ordinanza che intima alla Sidoti Acque di intervenire immediatamente eliminando il pericolo per la pubblica incolumità, ove la stessa risultasse inadempiente, il Comune sarebbe intervenuto in danno. La Sidoti Acque non interviene, impugna l’ordinanza e si appella al TAR e al CGA. La proprietà ne esce sconfitta. Nel 2014 viene denunciata per l’ipotesi di reato di inquinamento ambientale. Il Comune di Acireale si costituisce parte civile nel procedimento penale e arriva la conferma del rinvio a giudizio . L’amministrazione Barbagallo dà incarico a un professionista di provvedere alla mappatura del sito, stanzia una cifra nel bilancio e nel novembre 2017 pubblica il bando di gara.

«Io riconosco quanto fatto dalle precedenti amministrazioni e non mi capacito di come sia passato oltre un anno dall’aggiudicazione definitiva, siamo nel giugno 2018, e si continui a rinviare l’inizio dei lavori. La vicenda ricorda il passo del gambero, l’amministrazione Alì decide di andare all’indietro rispetto a quanto già fatto, ed è il colmo, considerato che quanto resta da fare è ormai solo esitare un procedimento ormai di fatto concluso. Non capisco cosa ci sia dietro. La cosa lascia tanto da pensare. Se si tratta di semplice incapacità chiedo le dimissioni di sindaco e assessore, perché non si può continuare ad amministrare una città a passo di gambero, se invece ci sono responsabilità imputabili ad altri intervenga con determinazione il sindaco, che in campagna elettorale promise la riorganizzazione degli uffici. L’assessore La Rosa dalla piazza di Pozzillo promise in campagna elettorale la rimozione dell’amianto. L’onorevole Foti si assuma la responsabilità rispetto a un progetto politico che ha contribuito a portare un suo uomo alla guida della città,  – dice a gran voce Rito Greco-. E’ veramente fastidioso per Pozzillo, che da anni assiste a una battaglia che ormai di fatto era conclusa, e che è segnale chiaro dell’abbandono in cui oggi versano tutte le frazioni. La gente ha ormai preso coscienza della pericolosità di quei capannoni».

L.C.