Anna Frank, gli scappellotti e i “cattivi maestri comunisti” Abbiamo sentito Dario Fina, il legale della maestra sospesa a Catania

All’indomani del caso della professoressa palermitana sospesa per non avere vigilato sull’accostamento fatto dai suoi studenti tra il decreto sicurezza del vicepremier Salvini e le leggi razziali emanate del dittatore Mussolini è saltato fuori il caso di una maestra del catanese sospesa per aver letto in classe delle pagine del Diario di Anna Frank.

Cara Anna Frank, ti abbiamo letta in tantissimi quando eravamo bambini o adolescenti come te, eri nello scaffale tra quei libri che non potevano mancare.

Cara Anna Frank, bambina ebrea uccisa dai nazisti, ti scomodiamo perché sei finita protagonista di un banale cortocircuito, tipico del triangolo maestra, mamma e dirigente scolastico, ma leggere le tue pagine in classe oggi viene accostato al “plagio politico”.

Il riassunto della vicenda è questo. Una mamma segnala la maestra al dirigente scolastico: “Picchia mio figlio, lo obbliga a stare in piedi e gli ha fatto saltare la merenda e tratta tematiche politiche in classe con nozioni ‘comuniste’ ”. La maestra replica: “Non ho fatto mai politica, ho solo letto il Diario di Anna Frank in classe”.

L’accusa porta alla sospensione della maestra dalle lezioni e dalla retribuzione per due giorni il 27 e il 28 marzo, ma il Miur si è affrettato a precisare “solo per lo scappellotto che avrebbe dato al bambino e non per il presunto plagio politico”.

Abbiamo sentito Dario Fina, il legale della maestra che ha rigettato tutte le accuse e presentato ricorso al Giudice del lavoro e querela per calunnia nei confronti sia del dirigente scolastico sia dei genitori dell’alunno. L’avvocato Fina ci ha raccontato tutti particolari della vicenda.

“Dalla segnalazione la dirigente ha avviato una sorta di inchiesta interna. L’istruttoria, chiamiamola così, ha escluso però questi presunti maltrattamenti. Il fatto è stato smentito dalla compagnetta citata come testimone di riferimento e da due maestre, una delle quali era presente in aula al momento del fatto incriminato”, la maestra, a detta del legale, avrebbe solo rimproverato il bambino perché non aveva svolto un compito.

“Ciò nonostante la dirigente è andata avanti e ha informato la maestra dell’avvio del procedimento disciplinare. L’insegnante ha prodotto una memoria difensiva con la quale negava ogni addebito, confortata anche da ciò che aveva letto nei verbali dei testimoni dell’accusa, e ha puntato l’attenzione sull’ accusa di plagio politico, riferendola all’unico episodio che può essere stato oggetto di non condivisione, ovvero un’iniziativa adottata in classe in occasione della giornata della memoria, la lettura di alcuni brani tratti dal Diario di Anna Frank. L’insegnante, vista la correlazione e la vicinanza temporale tra i due fatti, il 27 gennaio e l’8 febbraio, ha chiaramente correlato le due cose e ha ritenuto che quindi la madre nella propria segnalazione avesse voluto anche segnalare questa iniziativa”.

La lettura in classe del Diario di Anna Frank, fatto mai citato nel provvedimento disciplinare, secondo la difesa, sarebbe tuttavia stata giudicata inopportuna anche dalla dirigente, che si limita a farsi trascrittrice dell’accusa di plagio politico, una dichiarazione di parte su cui “non ci possono essere né censure né correzioni”, ma sottolinea il maggiore rischio di emulazione di menti ancora non totalmente cresciute nell’essere rese partecipi di avvenimenti funesti e luttuosi e rimette al giudizio della maestra se i suoi alunni abbiano già la coscienza e la consapevolezza necessaria.

L’avvocato Fina, racconta che nei giorni della sospensione dell’insegnante è stata indetta una manifestazione spontanea dagli alunni e dai genitori degli alunni, “che non hanno condiviso il provvedimento adottato dalla dirigente e che ne hanno chiesto l’ immediata revoca, attestando la stima nei confronti l’insegnante, che in tanti anni di servizio non aveva dato adito ad alcun dubbio sulla propria professionalità”.

La maestra “amareggiata e colpita nella dignità di insegnante, non si aspettava un provvedimento che appare molto forzato”, considerato che lo scappellotto sarebbe stato smentito da più testimoni. Ma non secondo la dirigente, che nel motivare la sospensione di due giorni, inserisce in particolare un messaggio Whatsapp in cui la maestra parla con la mamma dell’alunno di uno “scappellotto dato sempre in modo affettuoso”.

Per favore teniamo fuori dalle scuole gli scappellotti, eventualmente anche quelli affettuosi, ma lasciamo lavorare liberamente gli insegnanti e diamo maggiore fiducia all’ intelligenza dei nostri figli e alla loro profonda capacità critica. Che la scuola resti un’oasi libera, lontana dalle beghe politiche spesso strumentali degli adulti, ma mai cieca e timorosa di fronte alla letteratura e alla storia.

“Vedo il mondo che si trasforma gradualmente in una terra inospitale; sento avvicinarsi il tuono che distruggerà anche noi; posso percepire le sofferenze di milioni di persone; ma, se guardo il cielo lassù, penso che tutto tornerà al suo posto, che anche questa crudeltà avrà fine e che ritorneranno la pace e la tranquillità”, scriveva Anna Frank dall’alloggio in cui rimase nascosta dal 1942 al 1944.  

Il Diario di Anna Frank è uno scrigno prezioso di umanità e speranza, non c’entrano proprio nulla le “nozioni comuniste”.

L.C.