Cerimonia di premiazione per la prima edizione del concorso “A scuola di parità”.

Ieri mattina, presso l’istituto comprensivo “Paolo Vasta”, si è svolta la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso “A scuola di parità”, che prevedeva l’elaborazione di video da parte degli studenti dell’ultimo anno della scuola primaria e degli studenti della secondaria di primo grado.

Parlare di parità di genere dovrebbe essere uno degli argomenti cardine dell’educazione civica (e non solo) degli studenti, ma non è così scontato. Anche perché parlarne, significherebbe affrontare i tanti, troppi nodi irrisolti, di una parità di genere che è ancora lontana dall’essere una certezza. Ed è ciò che ci ha ricordato la dirigente scolastica , professoressa Rosa Vittoria Arnone, che ha fortemente voluto questo concorso, accompagnandolo, anche, da una serie di incontri formativi durante l’anno scolastico. Un tema molto importante, dicevamo, ed estremamente attuale che ha sempre bisogno di essere al centro di qualunque agenda politica nazionale, perché siamo ancora troppo lontani da una vera parità di genere, perché il salario delle donne non è ancora uguale a quello di un uomo, perché nel nostro paese è sempre difficile, per una donna, riuscire a coniugare carriera e famiglia, perché il peso “sociale” della famiglia, con tutte le sue componenti, dai figli ai genitori anziani, resta sempre sulle spalle di una donna.

Fumetto realizzato da un docente dell’istituto durante la premiazione.

È stato, tuttavia, molto bello, per me, che ho avuto l’opportunità di partecipare come membro della giuria, assistere ad una giornata contrassegnata dalla presenza di donne veramente in gamba, che si spendono con determinazione per svolgere al meglio dei ruoli importanti, che sono stati in passato svolti soltanto da uomini. Oltre, infatti alla D.S, vi erano anche la prefetta di Catania, dottoressa Maria Carmela Librizzi, nominata lo scorso marzo; il capitano della stazione dei carabinieri di Acireale, la giovane dottoressa Stefania Riscolo, nominata lo scorso settembre. Vi era, inoltre la l’assessore all’istruzione e alle politiche sociali, dottoressa Palmina Fraschilla e il sindaco, ingegnere Stefano Alì.

Premio “Donna di parità” alla dottoressa Librizzi

Ed è stata proprio la dottoressa Librizzi a ricordarci, poco prima di essere premiata per la prima edizione di questa manifestazione come “donna di parità”, che la parità di genere si ottiene anche attraverso il proprio dissenso verso certi schemi precostituiti. Lei per prima, infatti, è grata ad una donna, la dottoressa Rosa Oliva, che per prima, contro tutto e tutti, si è battuta per poter prendere parte al concorso per la prefettura, in tempi in cui a quella professione vi potevano accedere solo gli uomini. La sua domanda, infatti, inizialmente venne rifiutata, ma lei ricorse alla corte costituzionale, la quale, attraverso la storica sentenza del maggio 1960, diede ragione a Rosa Oliva.

Non c’è nessuna professione, nessuno sport, nessuna decisone che una donna non possa poter prendere e alcuni ragazzi hanno chiaramente espresso questo pensiero nei loro elaborati. Altri, invece, si sono soffermati sulla violenza di genere, come i vincitori della categoria secondaria di primo grado, i ragazzi della classe terza F.

Il professore Nino Leotta, presidente della giuria.

Insieme a me, a svolgere l’ingrato compito di dover scegliere tra degli elaborati, anche la cara Graziella Tomarchio, mia campagna di ventura qui a Fancity e straordinaria narratrice di racconti “veraci” e pieni di acitanità, la scrittrice e giornalista Cristina Torrisi e il professore Nino Leotta, tutti insieme coadiuvati dalla preziosa dottoressa Carmela Borzì del settore istruzione del comune di Acireale. Non è stato facile dover scegliere, perché tutti i lavori hanno mostrato coinvolgimento e conoscenza dell’argomento da parte degli alunni e ciò ci ha dato la consapevolezza, di quanto la scuola sia un’agenzia fondamentale nell’aiutare i cittadini delle prossime generazioni a crescere e a costituire una società fondata sul rispetto di genere.

Bravi tutti e speriamo di rivederci il prossimo anno!

(Valeria Musmeci)