Consiglio comunale, Carnevale 2019. Michele Di Re “La previsione si fa con metodi scientifici”

ACIREALE – CONSIGLIO COMUNALE DEL 26/09/2019 – Intervento del consigliere comunale Michele Di Re.

“Poche cose mi infastidiscono di più dal dover dire “l’avevo detto”. Questa affermazione dà un fastidioso tono di saccenteria ma purtroppo alcune volte non si può fare a meno di dirlo. Inoltre, siccome tantissimi sono bravi a commentare a cose fatte (quando tutti ne sono capaci) e molti di questi si permettevano pure ad OTTOBRE ed a DICEMBRE di ironizzare sui miei commenti, permettetemi, a scanso di equivoci, di utilizzare in questo intervento dei concetti testualmente tratti dal mio intervento del 18 dicembre che è depositato agli atti. Allora dicevo: “…………. Nell’apposito consiglio comunale indetto su mia richiesta e svoltosi il 5 ottobre, ho più volte ribadito che, seppur in linea di principio ritenevo auspicabile pervenire alla instaurazione di un biglietto a pagamento per l’ingresso alla manifestazione e l’accesso agli spettacoli, necessitava la massima prudenza per il raggiungimento di tale obiettivo, ed ho invitato la Fondazione e l’Amministrazione ad utilizzare l’edizione di quest’anno al fine di raccogliere i dati indispensabili per poter poi pianificare quanto prima detto, trovando le giuste misure e modalità che scongiurassero i rischi connessi ad una decisione affrettata e non basata su dati oggettivi scientificamente raccolti. Ma questi appelli hanno trovato sordi e fermi nella propria convinzione sia la Fondazione del Carnevale come si evince dalla “Relazione Dettagliata” del 24 ottobre con cui richiede il finanziamento al Comune di Acireale, sia l’Amministrazione Comunale che il 21 novembre delibera l’approvazione di tale proposta”.

“Ho letto con molta attenzione la relazione della Fondazione e la delibera di Giunta che all’unanimità ed in maniera assolutamente acritica accoglie il contenuto della stessa. Mi sono procurato ed ho letto attentamente le fonti citate (come spero abbia fatto la Giunta) ……….. Ed il risultato è stato che dopo l’attenta lettura ero ancora più preoccupato di prima. Perché vedete mi chiedo: ma quale presupposto scientifico c’è ad utilizzare come base di previsione certa per la nostra manifestazione con le sue ben precise peculiarità, i dati di tre manifestazioni tutte di tipologia “concerti e manifestazioni musicali” ? Manifestazioni musicali dove sempre è stato prevista la bigliettazione, i cui dati sono stati usati come base per stimare il nostro Carnevale, dove mai la bigliettazione è stata prevista. Manifestazioni estive (due ad agosto, una ad inizio settembre) contro la nostra invernale. Da un dato raccolto l’anno scorso di 500.000 presenze (tra l’altro aggiungo adesso rivelatosi poi oltretutto infondato) si passa poi a dire che una stima di 100.000 presenze è un dato prudenziale. Mi chiedo il perché. 500.000 non è un dato di presenze valido in termini di bigliettazione perchè è un dato di passaggi ai varchi nel 2018. Quanti acesi sono passati? E quante volte lo stesso acese che magari vive fuori del circuito è passato nella stessa giornata e nei giorni diversi? Due tre quattro volte al giorno per uno due giorni? Quindi abbiamo contato per 15 volte magari la stessa persona? E l’effetto di diminuzione di presenze causato dal biglietto oneroso in questo periodo di crisi è stato considerato? Ed alla fine: perché (con il criterio del buon padre di famiglia) si è deciso che siano attendibili i 100.000? e perché 5€? E se avessimo fatto un biglietto a 2€ magari avremmo triplicato il numero dei presenti ed invece di incassare 500.000€ ne avremmo incassati 600.000€. Qual è quindi la previsione più attendibile? La previsione più attendibile si fa con metodi scientifici applicandoli in un anno di prova che avrebbe dovuto essere questo!!! Perché vedete miei cari Signori il problema reale è proprio questo: L’ATTENDIBILITA’ DELLA PREVISIONE. Consentitemi di chiarire questo punto. Io mi auguro (e credetemi sono profondamente sincero nell’affermare ciò) che giornate di sole risplendano nei giorni di Carnevale, mi auguro che non 100.000 ma il doppio ed il triplo delle presenze con incassi non di 500.000 € lordi ma del doppio e del triplo. Però il problema è che la decisione è stata presa (e non poteva essere diversamente) su un bilancio di previsione e proprio per questo doveva essere particolarmente prudente e basata su presupposti statistici e scientifici. Perché mi pare che sia evidente a tutti che le voci di spesa sono voci certe, mentre sulle poste attive ci sono previsioni di incasso per 490.000 € su cui si sarebbe dovuti essere ben più attenti. Io mi auguro che il sole brilli e la gente accorra e che con gli incassi possiamo finanziarci queste ed altre manifestazioni, ma qui parliamo di danaro pubblico e la prudenza non è mai troppa”.

“Come scrive la Fondazione nella sua introduzione già dal 1594 si hanno notizie della manifestazione come di una festa consolidata. Ma proprio dopo 425 anni dovevamo cominciare a bigliettaie? Un anno di studio e di test serio iniziando con un biglietto simbolico e studiando i flussi di ingresso non era più ragionevole? “ Oltretutto nel caso in discussione non bisognava essere Bill Gates o Jeff Bezos o Mark Zuckerberg, ma un normalissimo ed anche mediocre amministratore per capire l’enorme alea di rischio corsa nell’accettare un bilancio di previsione come quello presentato dalla Fondazione del Carnevale a cui è stato dato il via libera, né si può dire che qualcuno (io in questo caso) non avesse fatto di tutto ed in tempo abbondantemente utile per correggere la rotta intrapresa. Successivamente facevo inoltre notare che l’afflusso di pubblico è certamente connesso alla bravura dei nostri artisti carristi, e quindi pochissimo incidono gli spettacoli collaterali. In conseguenza di ciò era, secondo me, opportuno eliminare gli inutili costi ridondanti e quindi realizzare una edizione strettamente connessa all’abilità dei nostri carristi senza esosi artisti di contorno e quindi senza la necessità di costi così elevati (A proposito la GENIALATA della compartecipazione al rischio ha prodotto l’ennesimo flop!). Ciò avrebbe consentito sia di raccogliere dati oggettivi sugli ingressi sia di poter accantonare gli eventuali utili realizzati ed utilizzarli per l’edizione successiva. Ritengo che questo sia l’unico sano metodo che consente di gestire il denaro pubblico a rischio zero perché parliamo di somme precedentemente accantonate.”

“Prima di chiudere questo intervento non posso però esimermi dal commentare alcune tipologie di comportamento che sembrano ormai essere diventate un consolidato modo di agire e di proporsi nella nostra città di Acireale nel corso dell’attuale Amministrazione e che a me risultano assolutamente non comprensibili e/o non accettabili. E mi riferisco prima di tutto al concetto di “delega” già utilizzato dal nostro Sindaco a guisa di autodifesa, come se ciò giustificasse una successiva accettazione supina delle decisioni prese da chi viene delegato ed una conseguente deresponsabilizzazione dagli eventi conseguenti. Vorrei far notare che la delega non è uno strumento che deresponsabilizza chi la esercita, ma viceversa lo responsabilizza ancora di più, perché aggiunge la responsabilità connessa alla scelta del soggetto a cui si delega ed al suo imprenscindibile livello di competenza nell’ambito della delega esercitata. Inoltre ciò risulta ancora più evidente se consideriamo che il delegante ha l’obbligo di assicurare un idoneo sistema di controllo sull’attività del delegato, al fine di non incorrere in responsabilita per “culpa in vigilando” anche dal punto di vista legale. Il secondo concetto (ed anche per questo non è la prima volta) a cui si da una interpretazione del tutto arbitraria ed utilitaristica in questo Comune, è quello di considerare le dimissioni come una sorta di “battesimo dal peccato originale” o una sorta di “condono tombale” per le malefatte compiute.”

“Non è così Signori miei. Ci può dimettere tutte le volte che si vuole ma ciò non esime in alcun modo né dalla RESPONSABILITA’ delle scelte e degli atti compiuti né dal DOVERE di venire a riportare nei luoghi istituzionalmente corretti (in questo caso in Consiglio Comunale) dando conto del proprio operato. Preferisco invece non fare alcun commento su quella che sta diventando la consuetudine da parte del nostro Sindaco di annunciare le dimissioni di qualcuno con motivazione che poi vengono prontamente smentite dagli stessi dimissionari! Su questo punto richiamo semplicemente alla correttezza istituzionale strettamente connessa al ruolo ricoperto”.

Ing. Michele Di Re Consigliere Comunale