Dimissioni annunciate, divulgazione, rimpasto, azzeramento, applicazione del programma.

ACIREALE – Inviare una nota (anche per uso interno) dove si annunciano le dimissioni, certamente indicandone le motivazioni, e non protocollarla ha un solo significato quello dell’ultimatum. Ovvero me ne vado se le ragioni che mi hanno portato a redigere questa nota non saranno affrontate e risolte. Niente di strano, sbagliato o anomalo, tranne per un aspetto. La notizia viene pubblicata nei social e riferisce di “dimissioni irrevocabili” ed è in questo passaggio che si possono leggere tante cose. La prima. E’ regola ferrea che quando una notizia viene divulgata (in questo caso sarebbe dovuto essere riservata?) questo significa che qualcuno vuole farla trapelare. Se esce fuori una notizia allora è solo perché c’è chi ha interesse a farla venire allo scoperto e darla per la divulgazione.  Se ne deduce che, presumibilmente, la “talpa” è all’interno della stessa compagine amministrativa e/o tra le fila della maggioranza consiliare.  In fin dei conti non è così importante sapere chi e perché ha voluto far trapelare la notizia ma è, invece, importante comprendere cosa si è messo in moto dopo la sua divulgazione. Ipotesi, critiche, ragionamenti e, la cosa più importante, sono state le dichiarazioni del vicesindaco Carmelo Grasso. Ad un emittente locale il vicesindaco ha riferito che “altri e con maggiore energia porteranno avanti i progetti”, che “sono più importanti i progetti che gli uomini” ed altro ancora che ci fa capire chiaramente che siamo di fronte all’atto finale. Ma non è così. A questo punto abbiamo alcuni pezzi del puzzle. (La nota che preannuncia dimissioni, la fuga di notizie e la loro divulgazione, le dichiarazioni del vicesindaco).

Consiglio comunale. Il sindaco Alì per nulla risentito della nota (interna) in cui il suo vice indica la strada delle dimissioni,  riferisce all’aula i progetti in cui si è impegnato con vigore l’assessore Carmelo Grasso e poi, passaggio importante, fa sapere che c’è da organizzare ancora meglio la macchina burocratica. Nello stesso consiglio e con note distinte, i due gruppi di maggioranza (M5S e La città che vogliamo) rinnovano la fiducia all’assessore Carmelo Grasso ma chiedono che ci si dia da fare per mettere a segno i punti indicati nel programma. Sappiamo, inoltre, che durante la riunione tenuta dai gruppi di maggioranza, sindaco con la presenza dell’assessore Carmelo Grasso, si è parlato di rimpasto della giunta amministrativa. Un altro tassello vola a comporre il puzzle. (Nota delle annunciate dimissioni, fuga di notizie, le dichiarazioni del vicesindaco, il rimpasto, applicazione dei punti programmatici).

Per rimpasto in politica s’intende quando la giunta amministrativa (in ambito locale) rimescola le deleghe assessoriali ma non rimuove nessuno e, quindi, nessun altro ne prende il posto. Una possibilità che, a mio avviso, non risolverebbe la crisi aperta dal vicesindaco. Non credo, infatti, che la questione sia solo relativa alla macchina burocratica, è molto più probabile che anche alcune deleghe non sono gradite al “dimissionario” e quindi la faccenda si complica. Intanto la nota che annuncia dimissioni viene congelata. Si aggiunge un altro tassello al nostro puzzle. (Nota delle annunciate dimissioni, fuga di notizie, le dichiarazioni del vicesindaco, il rimpasto, dimissioni congelate, applicazione dei punti programmatici).

Sempre durante la seduta del civico consesso il consigliere comunale Giuseppe Vasta indica due strade per  l’uscita dalla crisi. O vanno tutti a casa oppure si deve azzerare la giunta. Il temine “azzerare” non è sovrapponibile a quello di “rimpasto”. Azzerare, è evidente, significa ritirare tutte le deleghe e affidarle ad altri soggetti politici o della società civile. A me sembra fin troppo ovvio che questa soluzione non vedrà mai la luce. La squadra tiene e quando a fine anno l’assessore al bilancio consegnerà le deleghe (motivi personali) non sarà crisi né un ulteriore scossone all’amministrazione Alì. L’azzeramento è, quindi, un altro tassello che si aggiunge al puzzle. (Nota delle annunciate dimissioni, fuga di notizie, le dichiarazioni del vicesindaco, il rimpasto, dimissioni congelate, applicazione dei punti programmatici, azzeramento giunta).

Davanti a questo scenario all’interno della giunta amministrativa c’è chi teme per l’eventualità di essere messo alla porta, c’è chi non vede l’ora di tornare al proprio lavoro a tempo pieno e c’è chi si sente sicuro e sereno. La conclusione di tutta questa vicenda, a mio modesto parere, è solo una. Non accadrà nulla in termini di applicazione del programma (troppo ambizioso e troppo indietro nella sua applicazione se consideriamo che a metà mandato di quel programma presentato agli elettori è stata applicata solo la parte relativa alla ztl. Basta andare nel sito dove è pubblicato il programma per rendersi conto della veridicità di questa affermazione). Non accadrà nessun azzeramento, il vicesindaco rimarrà al suo posto anche considerato che, in tutta questa vicenda, ha ricevuto solo plauso e consenso da tutte le parti compresa l’opposizione presente in consiglio comunale. Possibile un rimpastino con qualche delega che ritorna nelle mani del sindaco per poi essere ricollocata in qualche direzione della cosiddetta società civile.

Questa la storia di dimissioni annunciate, divulgate e frizzate e in tutto questo bailamme gli unici a prendersi gli insulti siamo stati quelli che abbiamo avuto l’ardire di aver detto che questa storia in politica si chiama crisi.

(mAd)