Lasciate il Palazzo

ACIREALE – La crisi politica aperta dal vicesindaco Carmelo Grasso dopo un primo momento in cui si è tentato di minimizzare la portata si è riacutizzata ieri sera (12 gen. ’21) in consiglio comunale. Nel pomeriggio, così come la sera prima, le riunioni dei consiglieri di maggioranza, di sindaco e il suo vice erano stati febbrili, si cercava la soluzione alla crisi. Rotazione dei dirigenti e azzeramento della giunta amministrativa sembravano essere il viatico che sarebbe stato messo in atto per ricomporre la frattura tra il sindaco e l’assessore alla mobilità sostenibile.

Un percorso chiesto dal gruppo “La città che vogliamo”, dal M5S e che sembrava essere condiviso dal sindaco Alì si è poi arenato quando prima di andare in consiglio comunale si sono sentiti le porte sbattere e il caos ha preso d’assalto i consiglieri comunali presenti in aula consiliare. Slitta l’inizio della seduta in attesa di vedere entrare in aula il sindaco Alì e, perché no, anche l’assessore Carmelo Grasso. Ci si aspettava un chiarimento, ci si aspettava che veniva indicata la strada per uscire dalla crisi ma niente.

Il sindaco, alcuni affermano che non stava bene, non va in aula, rimane nei suoi uffici, dell’assessore dimissionario non si hanno notizie. Si assiste, tra un interruzione e un’altra, ad un via vai di consiglieri comunali dentro e fuori l’aula. Tutti a chiedersi cosa sta accadendo.Dalle notizie che trapelavano si apprendeva che il sindaco non era in condizione di presentarsi in aula (motivi personale, di salute, politici?) e che la discussione sui chiarimenti tanto attesi sembra doversi rimandare.

Nella prima fase del consiglio comunale si assiste, quindi, ad alcuni interventi intorno all’efficienza dei servizi, poi e per primo sulla crisi interviene il consigliere comunale Luciano Scalia seguito da Giuseppe Vasta, Francesco D’Ambra e, per la maggioranza il consigliere Seby Spadaro che ha precisato che il suo intervento non è in rappresentanza del gruppo M5S ma “a titolo personale”. Tutti gli interventi sono dello stesso tenore: non si può continuare così se non siete capaci andiamo tutti a casa. Siamo di fronte all’atto finale in attesa della replica che andrà in scena giovedì prossimo durante la seduta del civico consesso.Insomma la crisi rimane aperta, soluzioni non se ne vedono e rimangono irrisolte le richieste dei consiglieri di maggioranza (azzeramento della giunta e rotazione dei dirigenti) così come rimane nel binario morto la realizzazione di quei punti programmatici tanto urlati in campagna elettorale.

Di fatto a metà mandato il sindaco Alì ha visto le dimissioni del vicesindaco Salvo Pirrone, dell’assessore al Bilancio Alfio Cavallaro, le dimissioni del capogruppo M5S Francesco Coco, le dimissione dell’altra capogruppo Angela Marino, la fuoriuscita di quattro consiglieri comunali eletti con la lista pentastellata che hanno costituito un loro gruppo e che rappresentano certamente quella pattuglia di consiglieri nelle condizioni di mettere in minoranza il sindaco e la sua amministrazione.In aula consiliare ieri sera è emerso un dato chiarissimo. Per governare e per risolvere le crisi ci vuole un timonerie deciso e con una chiara visione politica e queste caratteristiche non sono rappresentate dal sindaco Alì.

E’ ora di dare le dimissioni e concedere ai cittadini la possibilità di recarsi alle urne per cercare, una volta per tutte, di far capire alla classe politica di ieri e di oggi che la misura è colma e rimangono sul terreno tutte le questioni legate ad una città che vuole, con dignità e orgoglio, considerarsi tale.Ci avete provato e non ci siete riusciti, adesso andatevene.

(mAd)