Piccola storia di Jaci – Terremoto del 1693, i danni agli edifici pubblici.

” Nell’istesso giorno di domenica 11 del mese di Gennaro ah hore vent’una in circa replicò il terremoto , trascorse hore quaranta del primo cosi fiero , e crudele , che desolò quasi tutta la citta d’Aci.”

Così il Sac. Cherubino Alliota descrive il terremoto del 1693 nella sua cronaca “Le Tre corone”. Già la sera del 09 si verifica una prima scossa che non provoca danni e induce i giurati a celebrare una funzione solenne in chiesa madre la domenica successiva.

La città viene devastata, tanti sono i morti si stima in 739 vittime, tante sono le case diroccate, chiese conventi e gli edifici pubblici. Sempre il dott. Alliotta scrive ” Si dissipò fino alle fondamenta l’ Ospizio dei Pellegrini, come pure il Teatro dell’Accademia de’ Zelanti per le rappresentazioni, la Piazza maggiore di S.Venera, e la Piazza San Vito ambe di mercato furono leggermente lesionate con alcune altre pouche poteghe d’Aromati, di Droghe e di Merci, come pure li due bastioni di S.Anna, e del Tocco, con la corte del Regio Secreto all’opposto la corte Capitanale e la Loggia Giuratoria miseramente fracassate. Li pubblici Carceri, colle camere Superiori, e damusi di sotto parte perirono, e parte patirono danni notabili occidendo alcuni Carcerati, quelli che restarono vivi uscirono liberamente dalle Carceri, e rimase senza lisione la porta nova della Città verso la parte Aquilonare.”

Da questa descrizione ricaviamo che tutti gli edifici pubblici sono stati danneggiati e non utilizzabili comunque “I superiori tanto Spirituali quanto Temporali non abandonarono la città”. I Giurati riorganizzano subito la macchina amministrativa per sgombrare le strade dalle macerie, recuperare i superstiti, dare sepoltura alle vittime, il recupero del frumento dai Magazzini del Peculio e il ripristino veloce dei mulini e dei forni per la panificazione

L’avv. Gravagno nel suo volume “La Loggia Giuratoria e le Basiliche di Acireale” riporta che Loggia Giuratoria di recente ampliata rimase “miseramente fracassata”, un mandato di pagamento ci porta a conoscenza dell’allestimento di una baracca di tavole dove fissare la sede amministrativa: “Pagate a mastro Paolo Alì onze 20 e tarì 23 per prezzo di tavole per haver fabricato la capanna dove si fa l’aggiustamento di questa Città per l’occorso terremoto” addi 20 febbraro 1693.

(S.P.)