Restaurare le scritte fasciste, un progetto che non è di pubblica utilità e che divide anche la giunta amministrativa della città di Acireale.

ACIREALE – Nessuno negli anni ed anche oggi ha mai chiesto di rimuovere le scritte, che sono ancora presenti in alcune facciate di Palazzi, della propaganda fascista a firma di Mussolini. Poi, però, ecco che arriva un progetto al bilancio partecipativo che viene, dalla commissione, ritenuto ammesso e quindi proposto al voto dei cittadini. Va anche ricordato che ogni progetto ammesso al voto anche se dovesse prendere zero voti potrebbe comunque essere finanziato ai fini della realizzazione. Su questo argomento diverse associazioni si sono dette indignate ma nessuno ne ha chiesto la rimozione delle scritte ma solamente che le stesse non devono riprendere vita e splendore con un loro restauro da pagare con soldi pubblici (5 mila euro per ogni scritta restaurata). L’argomento arriva in aula consiliare con un primo intervento del consigliere comunale Luciano Scalia e poi si è dato corso al dibattito. Abbiamo voluto prendere alcuni passaggi (i video integrali degli interventi del sindaco Alì e dell’assessore Raciti li trovate nel nostro gruppo e nella nostra fanpage) del sindaco Alì e dell’assessore Raciti per dimostrare come l’argomento, posto in essere dal progetto di recupero delle scritte fasciste, ha determinato l’ennesima frattura all’interno dell’amministrazione comunale.

Alcuni passaggi dell’intervento del sindaco Alì e dell’assessore Raciti. Trovate le differenze.

Sindaco Stefano Alì: “… è un intervento di tipo artistico. E’ una riqualificazione artistica di un elemento che appartiene al passato, un intervento di tipo estetico…. Vogliamo nascondere queste cose? Sarebbe ipocrita, ma è ancora più ipocrita il fatto che quella scritta c’è… Secondo me hanno un valore storico e vanno mantenute… Noi siamo ipocriti, aspettiamo che il tempo elimini le cose. Se un cittadino pensa che è un aspetto importante e lo mette ai voti e c’è una parte della popolazione che considera questo aspetto… E’ un reperto storico per me questo… Per me hanno un valore storico che mi fa ricordare che una volta la nostra società, anche ad Acireale, funzionava in questo modo. Quindi io ritengo che quelli che man mano sono andati distrutti è un peccato perché ci raccontavano qualche cosa… ho visto dei turisti che li fotografavano qua ad Acireale perché li vedono come un elemento caratterizzante”.

Assessore Giovanni Raciti: “… queste scritte rappresentano alcuni simboli della propaganda di quell’epoca… è una storia di cento anni però purtroppo ancora una storia attuale… i fatti di cronaca ci raccontano di episodi spiacevoli che accadono nelle nostre città… chi come noi siede in questa aula in virtù delle battaglie per la democrazia non può far finta di nulla… non possiamo scherzare su questi temi… Io penso che un supplemento di attenzione su questa vicenda sarebbe stato opportuno… Io non ritengo personalmente che una questione di questa per come si sta manifestando divisiva… possa rappresentare utilmente e opportunamente il criterio della pubblica utilità… Il rischio che non bisogna correre è alimentare forme antidemocratiche, anticostituzionali che non possono trovare spazio in nessuna delle pieghe dell’attività amministrativa del Comune. Dobbiamo stare molto attenti su questi temi, ci sono delle cose su cui non bisogna discutere, l’Italia è andata avanti… Levare dodicimila euro ai bambini, levare dodicimila euro alle scuole, levare dodicimila euro alla villa, levare dodicimila euro alle strade per ridipingere delle cose… è una cosa che non ha assolutamente senso… al di là dell’esito che possa avere il voto di queste proposte”.

(mAd)