Rinvio della legge sul doppio cognome

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Dopo essere stata approvata all’unanimità dalla commissione Giustizia la scorsa settimana, ieri il testo sulla norma che prevede l’abolizione dell’obbligo di trasmettere del cognome paterno era all’esame a Montecitorio. Sembrava ormai fatta, eppure, stranamente (ma forse non tanto), il voto è stato rinviato, mandando la relatrice PD Michela Marzano, su tutte le furie, proprio perché l’opposizione pare arrivare trasversalmente dai deputati maschi. Eppure la legge risponde alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che lo scorso gennaio aveva condannato l’Italia per violazione del principio di ugualglianza, in quanto negando la possibilità alle madri si discriminano le donne.
Siamo alle solite, su certe questioni il maschio italico si blocca, incapace di rinunciare a tutti quei diritti ancestrali sulla concezione patriarcale della famiglia. E così si dovrà ancora attendere un norma che ci avrebbe allineati ad altri paesi europei come Germania, Spagna, Francia, Inghilterra, ma che, soprattutto, avrebbe reso la già abbastanza conservatrice Italia un tantino più civile.