Salvare il carnevale dopo l’edizione del 2019 che “rimarrà nella storia”

ACIREALE – Un budget di 50 mila euro per gli spettacoli che affiancheranno la manifestazione carnevalesca del 2020, la prima edizione a guida dell’avv. Gaetano Cundari. Molto probabilmente sarà riproposta la formula del ticket a pagamento che dovrebbe avere un prezzo superiore ai cinque euro della passata edizione, una montagna di debiti e una missiva spedita alla Corte dei Conti. Si, quella del 2019 è stata proprio un’edizione che passerà alla storia e che regalerà al cda della fondazione del carnevale tre edizioni basate sul risparmio nel tentativo di recuperare il deficit.

Oggi affermare che tutto ciò era abbondantemente prevedibile non vale nulla, vale ricordare però che, come capita spesso quando si analizzano le faccende con spirito critico e analitico, che siamo stati ricoperti di insulti solo perchè abbiamo espresso dubbi sulla bontà del previsionale presentato in aula consiliare dal defunto cda a guida Fazzio. Un previsionale che, tra le altre cose, prevedeva appunto una vendita di centomila biglietti e di diecimila abbonamenti e tante altre mirabile che sono rimasti nei sogni e che si sono trasformati in incubi.

Davanti alle critiche che abbiamo mosso siamo stati definiti sciacalli, quelli che non amano la città, che con gli allarmismi avremmo procurato panico, quelli che hanno mosso critiche di “basso rango”. Insomma i reietti della società, quelli a cui andrebbe tolto la residenza e che andrebbero spediti nel deserto della Libia. Parole, parole ma poi i fatti sono andati esattamente dove si era previsto: dentro un buco di bilancio, un deficit che si potrà, possibilmente, sanare con almeno tre edizioni basate sul risparmio.

Bravo il presidente della fondazione del carnevale Cundari che proverà a rimettere in sesto la principale manifestazione acese, la manifestazione tra le più importanti della Sicilia. Ci proverà e cercherà di portare avanti gli impegni con l’attenzione dovuta per le risorse pubbliche, perchè, va ricordato, il carnevale di Acireale trova le risorse essenzialmente dai contributi pubblici ovvero dai soldi di noi contribuenti.

Cosa dire rispetto alla posizione assunta del primo cittadino Alì? Basta ricordare alcuni passaggi chiave. Il primo quando affermò che bisognava sospendere le critiche, le polemiche e i dubbi. Un’affermazione infelice e che sapeva tanto di Min Cul Pop. Poi in conferenza stampa sempre il sindaco affermò che se l’edizione del 2019 fosse stata un fallimento allora la responsabilità sarebbe stata dell’amministrazione comunale. QUale responsabilità si è preso il sindaco e la sua giunta? Di fatto e nelle modalità fomali, il cda della fdc si è dimesso e non è stato dimesso e l’assessore al Turismo Pirrone anche lui si è dimesso ma per questioni non legate alla manifestazione carnevalesca.

Quindi quale responsabilità si è assunto il sindaco e la giunta? Nessuna e l’invio della missiva alla Corte dei Conti va inserita nell’assunzione di responsabilità oppure nel tentativo di salvare la propria posizione. Infine vanno ricordati due passaggi che in questa vicenda possiamo considerare centrali. Il sindaco ha affermato che non conosceva il presidente della fdc ma che gli era stato indicato come “persona che conosce il carnevale”, la seconda quella, sempre riferita dal primo cittadino, che ha candidatamente affermato di aver dato “ampia delega” alla fdc per l’organizzazione dell’edizione 2019. Quindi si nomina un presidente per sentito dire e non si controllano i conti ma si da ampia delega, sembra proprio un’ammissione di colpa.

(mAd)