Piccola storia di Jaci – “La lunga notte di Santa Venera”

Nel 1991 ricorreva il 50° anniversario dell’incursione aerea britannica su Acireale. la Deputazione delle Reale Cappella di concerto col Comune di Acireale, le Terme, l’Azienda di Cura e diversi istituti di credito dava alle stampe la pubblicazione “La lunga notte di Santa Venera” realizzata da Enzo Catania e Clemente Cucuccio. Un fascicolo con immagini d’epoca e testimonianze.

Di seguito il messaggio del Cav. Giuseppe Madaudo Presidente pro tempore della Deputazione della Reale Cappella

I fatti narrati oggi dai superstiti rappresentano oggettivamente, sul filo della memoria, con assoluta fedeltà, una tangibile testimonianza di quanto accadde nella nostra città in quel lontano autunno del 14 novembre 1941, giorno tradizionalmente dedicato alla festa in onore della Patrona S.Venera. Sono trascorsi cinquant’anni ed Acireale, memore di quella dolorosa esperienza, ricorda di essere stata miracolosamente preservata da ancora una più immane sciagura per la valida intercessione invocata dalla Santa Patrona presso Dio.

Un violento bombardamento delle forze aeree alleate, quella sera, alle 20 circa, preceduto dal suono reiterato delle nostre sirene, si scatenò contro l’inerme popolazione civile.

Razzi luminosi prepotentemente apparvero nel cielo ed il silente buio della notte si trasformò, senza spazio di tempo, in un terrificante giorno di luce innaturale. Le incursioni efferate si ripeterono con sostenuta dinamica e poichè la nostra città era sprovvista di rifugi antiaerei, la maggior parte della popolazione civile, sopraffatta dal panico, in balìa della sorte, rimase bloccata nelle proprie dimore. Fuggire per trovare un riparo nelle vicine campagne, sarebbe stata un’impresa molto rischiosa a causa della insistente pioggia di bombe, di proiettili e spezzoni incendiari. Per circa sei ore e cioè fino alle ore due del seguente giorno, rimanemmo completamente isolati dall’abituale contesto e ricordo che, con grande fede cristiana, raccolti nella preghiera, invocammo l’aiuto della Santa Patrona.

In realtà, rispetto alla massiccia offensiva aerea, il bilancio risultò meno grave del previsto; pochi i danni inferti, poche le abitazioni distrutte e solo ventuno i morti.

Il fatto che Acireale fu per miracolo preservata da una più grave calamità, viene oggi dimostrato, con unanime consenso, dai suoi concittadini i quali comprendono il grande significato di questa testimonianza, esprimono il desiderio di voler tributare solennemente alla Santa Patrona i sentimenti della più profonda riconoscenza e di voler commemorare altresì, con commozione accora viva nel ricordo quelle povere vittime purtroppo segnate da un destino crudele.

Giuseppe Madaudo – Presidente Reale Cappella.

Nella foto la tomba della Famiglia Prati , vittima dell’incursione.