Stamani, conferenza stampa per Villa Pennisi in Musica

Stamattina, intorno a mezzogiorno, nei giardini di Villa Pennisi si è svolta, come di consueto ogni primo di agosto (e se il direttore artistico è pure napoletano, capite bene quanto sia importante che questo evento si svolga ogni anno il primo agosto) la conferenza stampa di presentazione del festival musicale, ormai giunto alla sua 13esima edizione, Villa Pennisi in Musica. 

Nonostante la calda mattinata, all’interno del giardino soffiava una brezza inaspettata che non faceva soffrire particolarmente i presenti. Così, alla presenza del sindaco, ing. Stefano Alì, del direttore artistico, il maestro David Romano, dell’assessore alla cultura, Fabio Manciagli, e del docente (presso l’università Federico II di Napoli) e architetto Sergio Pone, che di ArchLab ne è coordinatore, si è parlato delle difficoltà nell’organizzare quest’anno il festival, perché si proveniva da un anno di incertezze, in termini sanitari, che avevano visto la completa chiusura di tutte le attività relative al mondo delle arti e dello spettacolo. Tuttavia, come ci ha ricordato il maestro David Romano, “è proprio dai momenti bui che si deve cercare di tirare fuori l’estro e cogliere ciò che di buono, momenti come questo, ci hanno lasciato o ci hanno fatto scoprire”. E uno di questi è il sapere che certi eventi si possono organizzare lo stesso, utilizzando le moderne tecnologie, pur non potendo stare in presenza. E allora, se lo scorso anno non si è avuta la possibilità di avere presenti gli studenti (i laboratori sono stati tenuti a distanza), quest’anno, almeno per diverse decine di ragazzi (a proposito, è stato bellissimo vederli seduti sul prato, perché la gioventù mette sempre il buonumore e dà speranza) la possibilità di essere presenti e prendere parte ai laboratori (da quello di architettura per la realizzazione di ReS a quelli musicali) è una certezza. Ma dalla precedente esperienza si è appreso anche ad utilizzare le risorse umane a distanza e questo può ancor essere valido quest’anno, parallelamente alle attività in presenza.

La speranza resta sempre quella di poter tornare a riempire la Villa e le Chiese con i numeri di un tempo (diverse centinaia), ma l’idea di poter comunque dare vita all’evento, fa sì che tutte le restrizioni e condizioni possibili (ricordiamo che dal 6 agosto potranno prendere parte agli eventi solo coloro i quali saranno in possesso della “Carta Verde”) risultino sopportabili, se, grazie ad esse, si può comunque tenere un festival internazionale come questo, che rende ormai Acireale famosa in giro per l’Italia, ben oltre il Carnevale.

Tra i presenti anche il violinista acese (ma ormai residente a Bologna, come ci ha raccontato) Nicolò Musmeci, che aprirà la serata iniziale di stasera presso la Cattedrale di San Sebastiano.

Buone visioni!

(Valeria Musmeci)

(Foto di Flavio Ianniello)