Storia d’Italia – La battaglia di Dogali, 26 gennaio 1887

La battaglia di Dagali è un episodio della guerra in Africa orientale. l’inizio della politica espansionista del governo italiano verso l’interno del territorio abissino, un forte militare italiano si insediava a Saati, metteva in allarme in negus Giovanni che stringeva accordi con gli inglesi per la tutela dei confini del suo impero e si arrivava a un punto di rottura tra abissini e italiani.

Il 26 gennaio 1887 una colonna formata da 548 militari comandati dal Ten. Colonello Tommaso De Cristoforis veniva assalita da circa 7.000 abissini comandati da Ras Alula, Comandate Etiopico e Signore di Asmara. Il convoglio con rifornimenti di munizioni e vettovaglie partito dal forte di Monculo , nei pressi di Massaua era diretto al forte di Saati, posto sotto assedio da diversi giorni da Ras Alula. La colonna fu attaccata a Dogali e sterminata si conteranno 430 morti tra cui 23 ufficiali compreso il Ten. Co. De Cristoforis, gli abissini conteranno un migliaio di morti.

In Italia arrivava la notizia del massacro e si innescavano le solite polemiche contro il governo e i militari, L’opinione pubblica chiedeva le dimissioni di Depretis e del ministro degli esteri Robilant, responsabile di questa sconfitta in quanto aveva sottovalutato la potenzialità bellica degli abissini, Depretis sara costretto a formare un nuovo governo nel sucessivo aprile

Polemiche che lasceranno presto spazio ad un’onda nazionalista e altre polimiche sulle trattative con i Ras per il rilascio dei prigionieri in cambio di armi. La tragica campagna coloniale di fine ottocento si concluderà con la disfatta di Adua che arresterà la penetrazione italiana in Abissinia mantenendo il possesso della sola Eritrea sul Mar Rosso. Gli italiani non dimenticheranno queste vicende e otterrano “soddisfazione” militare soltanto nel 1936 con l’invasione e la conquista dell’Etiopia che diventerà L’ Africa Orientale Italiana.

Foto: episodio della “battaglia di Dogali” del pittore Michele Cammarano – Galleria nazionale d’arte moderna.  Opera commissionata dal governo italiano nel 1888, che l’artista ultimerà nel 1895, dopo un soggiorno di cinque anni in Eritrea.