STORIE DI CANZONI – Domenico Modugno – “Meraviglioso”

Nel 1968 Domenico Modugno rientra alla RCA per cercare di rilanciare la propria immagine. Spira forte il vento del cantautorato e della canzone di protesta, e molti grandi cantanti, a loro volta un tempo innovatori (Modugno, Morandi, lo stesso Paoli) soffrono di una inevitabile crisi di adattamento. Mimmo presenta alla selezione dei brani per Sanremo “Meraviglioso”, un brano da lui musicato su testo di Riccardo Pazzaglia, scrittore, attore e autore di canzoni, personaggio arguto e poliedrico (chi non lo ricorda nel ruolo del “filosofo” nell’arboriano “Quelli della notte”?). Ma è l’anno successivo al suicidio di Tenco a Sanremo, e la commissione esaminatrice, di cui fa parte Renzo Arbore, decide all’unanimità di scartare il brano, incentrato su un mancato suicidio, per non prolungare l’alone di tristezza sul festival. Arbore farà successivamente ammenda di questa decisione, dichiarando “Meraviglioso” il suo preferito tra tutti i brani di Modugno. In effetti il testo parla di un suicidio, anche se mancato, tema non nuovo per Mimmo, che aveva descritto e cantato magistralmente in “Vecchio Frack” (1955) il suicidio (quello sì, compiuto) del principe Raimondo Lanza di Trabia, marito dell’attrice Olga Villi, che si era tolto la vita l’anno precedente gettandosi nel vuoto da una finestra dell’hotel Eden a Roma.
In “Meraviglioso” un uomo, appoggiato su parapetto di un ponte, medita di buttarsi nel fiume. Improvvisamente gli appare accanto “un angelo, vestito da passante”, che lo fa riflettere sulle meraviglie della vita, convincendolo alla fine a desistere dal suo proposito. La mente non può non andare al film “La vita è meravigliosa” (“It’s a wonderful life”) di Frank Capra (1946) favola bellissima e a lieto fine che ancor oggi, di solito nel periodo natalizio, possiamo “catturare” sui nostri teleschermi per poterci abbandonare (non visti) a qualche lacrimuccia nel finale. Nella trama, a differenza che nel testo di Pazzaglia, l’angelo fa vedere all’aspirante suicida (un impareggiabile James Stewart) cosa sarebbe stata la vita dei suoi familiari e dei suoi amici se non ci fosse stato lui, senza la sua generosità, il suo altruismo e l’amore per il prossimo. Anche nel film il protagonista alla fine si convince e rinuncia all’insano proposito.
Riarrangiata nel 1971 dal maestro Piero Pintucci, il brano è diventato col tempo un classico della canzone italiana e uno dei più iconici del repertorio di Modugno. Nel 2008 una eccellente cover è stata incisa dai Negramaro, gruppo salentino così come il grande Mimmo, nato a Polignano a Mare.
A noi restano i “meravigliosi” versi di questa poesia, che ci spiegano come il dolore e la sofferenza che proviamo non debbono oscurare tutta la bellezza del mondo. “Ma guarda intorno a te, che doni ti hanno fatto, ti hanno inventato il mare..tu dici non ho niente: ti sembra niente il sole? La vita, l’amore..”
Meraviglioso, appunto.

Citto Leotta