STORIE DI CANZONI. Elton John – “Your Song”

Due ragazzi inglesi, 17 anni l’uno e 22 l’altro, preparano la colazione: due uova al tegamino, come da tradizione. Nel frattempo i due, rispettivamente Bernie Taupin ed Elton John, erano intenti a scrivere una canzone, ancora ignari del fatto che sarebbe diventata un capolavoro: “Your Song”.
“Bernie è un tipo sentimentale e scrive molto raramente. I suoi testi parlano sempre di questioni personali e lo so perché lo conosco bene, sia dentro che fuori. Per esempio, quando si presentò con il testo di Your Song, conoscevo la ragazza di cui parlava. Sembravano innamorati, così curai particolarmente la musica, una ballata dolce, come per non risvegliarli dal torpore amoroso nel quale erano immersi”. Così si espresse Elton John a proposito del suo paroliere Bernie Taupin. Su quel testo il pianista londinese, avrebbe poi composto la melodia di uno dei suoi brani più famosi e amati dal pubblico.

Dal film “Rocketman” (Dexter Fletcher – 2019) Elton, in accappatoio, scrive la melodia seduto al pianoforte della casa di sua madre. Bernie lo guarda stupito, come se stesse assistendo a un evento inspiegabile.

“Your Song” è il primo estratto dal secondo album dell’artista londinese, pubblicato nel 1970 ed è intitolato semplicemente Elton John. Uscì anche come facciata B di un singolo che raggiunse velocemente i primi posti nella classifica inglese ed in quella americana. E dire che nessuno ci aveva scommesso più di tanto: era il 1970, l’anno di Let It Be, Bridge Over Troubled Water e Led Zeppelin II e in pochi avrebbero puntato su quel ragazzo di 23 anni alla ricerca di una seconda possibilità dopo un esordio passato quasi del tutto inosservato. Invece, all’inizio di quel secondo album si materializza l’incredibile “Your Song”, una melodia dolce e accattivante che venne ulteriormente impreziosita dalla maestria degli archi il cui arrangiamento porta la firma di Paul Buckmaster, violoncellista, compositore e arrangiatore tra i più richiesti in quel periodo.
John Lennon, che poi sarebbe diventato amico del musicista inglese disse: “Elton John è stata la prima novità interessante che ho sentito dopo i Beatles C’era qualcosa nella voce che era di gran lunga migliore rispetto a tutte le altre voci inglesi”.
Il prezioso foglio sul quale Bernie scrisse il testo della canzone è andato all’asta, ed ora è proprietà di un collezionista americano che l’ha pagato 237.500 dollari, circa 215mila euro per averlo: prima e unica bozza del testo. Bernie ricorda che il foglio era sporco di cibo mentre lo passava all’amico e che “alcune macchie di tè erano finite sulla pergamena”.
Elton John, come sempre gli accadeva per i suoi pezzi migliori, ci mise appena una ventina di minuti per comporre la musica. L’attacco è folgorante: “It’s a little bit funny, this feelin’ inside”, ossia, “È piuttosto bizzarra, questa sensazione che mi porto dentro”. Un verso destinato a rimanere, ed essere cantato a ogni concerto.
Il brano ha dato vita alla produzione di numerosissime cover: tra queste, quelle di Leona Lewis, Rod Stewart e Lady Gaga, senza dimenticare la più riuscita e di maggior successo: quella del talentuosissimo cantante Al Jarreau.
Solo per dovere di cronaca cito la cover italiana dal titolo alquanto strano: “Picnic”, incisa da Mia Martini nel 1973 per il suo album “Il giorno dopo”.
“È piuttosto bizzarra, questa sensazione che mi porto dentro / Non sono di quelli che sanno nascondersi facilmente / Non ho molti soldi ma, accidenti, se li avessi / Mi comprerei una grande casa dove potremmo vivere insieme.”
“E puoi dire a tutti che questa è la tua canzone / Può essere banale ma ora che è fatta / Spero non ti dispiaccia se esprimo a parole / Quanto bella sia la vita finché tu sei al mondo.”

Luigi Pennisi