Storie di gialli acesi in una fresca serata di fine estate.

ACIREALE – Una piacevole serata in un luogo altrettanto piacevole: un graziosissimo giardino al centro di Acireale, che diventa il luogo ideale dove parlare di libri. Si tratta di Mirto, uno spazio esterno, recentemente ristrutturato, che quest’estate ha arricchito l’offerta culturale acese con iniziative musicali e letterarie degne di nota. Ieri ha ospitato un interessante evento letterario che ha messo assieme alcuni scrittori acesi accomunati dalla passione per il giallo/noir/hard boiled/thriller.

Parliamo di Seba Ambra con il suo “L’enigma del secondo cerchio”, Rosario Russo e le sue “Quattordici spine” e Davide Pappalardo con “Che fine ha fatto Sandra Poggi”. Al terzetto, moderato tra il serio e il faceto, da un altro scrittore siciliano, il catanese Guadenzio Schillaci, corre l’obbligo di aggiungere anche Vincenzo Maimone, presente tra il pubblico, il quale negli anni si è fatto conoscere per i suoi gialli ambientati ad Acireale, che vedono come protagonisti il professore di Storia e Filosofia Tancredi Serravalle e l’amico commissario Giacomo Costante e dei quali, da sua lettrice, si attende il seguito.

Ma andiamo per ordine.

C’è un importante comune denominatore tra queste storie, oltre che un certo numero di morti ammazzati e di casi da risolvere, la presenza più o meno ingombrante della città di Acireale, da dove quasi tutti provengono, in cui qualcuno si è trasferito (il messinese Maimone), dalla quale qualcun altro è andato via (Pappalardo).

Nel romanzo di Rosario Russo, ad esempio, è il setting della prima indagine del suo ispettore Treversa, originario di Feltre, trasferitosi successivamente proprio ad Acireale, dove l’improvviso assassinio di un sacerdote e il furto dell’urna contenente le spoglie del pittore Paolo Vasta, svegliano dal torpore la cittadina alle pendici dell’Etna, rendendola lo scenario di un giallo con qualche colpo di scena. Interessante la non “acesità” del protagonista, il giovane ispettore Traversa, che ci regala interessanti riflessioni sulla stessa, non filtrati da alcun coinvolgimento emotivo di parte.

È un ricordo che ha un che di bucolico, tra le pagine di Davide Pappalardo, nella mente del protagonista, lo scalcagnato investigatore privato abusivo Libero Russo, ex poliziotto residente ormai a Milano. La sua città natale fa capolino tra i ricordi, mentre si trova alle prese con la scomparsa di una giovane donna, rappresentando una dolce evasione verso un “piccolo mondo antico” che non esiste più, una breve pausa da quella vita con la quale Libero continua a fare troppe volte a botte, che regala al lettore odori, suoni e profumi familiari.

È la città dalla quale proviene anche Tommaso, il protagonista del romanzo di Seba Ambra, ambientato in una Palermo piovosa e nebbiosa, lontana dagli stereotipi climatici che caratterizzano il capoluogo siciliano. Il giovane cronista acese si troverà coinvolto, a seguito di un omicidio, in un ingarbugliato thriller che riguarderà anche la sua città natale e la strana presenza di un folto numero di nazisti, proprio ad Acireale, durante la seconda guerra mondiale e di un “ipotetico” tesoro scomparso.

Una piacevole serata di quasi due ore che non ha stancato i presenti, caratterizzata da un clima di complicità fra gli autori, che si presentavano e si leggevano a vicenda. È davvero bello, in un momento storico come il nostro, caratterizzato da un sempre minore interesse verso la carta stampata, scoprire quanto la scrittura rappresenti per molti una passione importante alla quale non ci si può sottrarre. Dietro uno scrittore di qualunque genere letterario, si nasconde sempre, o almeno così dovrebbe essere, un avido lettore e questo è già di per sé una bella notizia. Perché la lettura è il cibo della mente e una mente nutrita rende gli individui migliori. Poi sé queste storie riescono anche a coinvolgerci personalmente, per ambientazione, atmosfere e sensazioni è anche meglio.

Ai nostri autori acesi, che negli ultimi mesi (alcuni negli ultimi anni), ci hanno fatto affezionare ai loro protagonisti, chiediamo di regalarci in futuro altre avventure, con la speranza che qualcuno di loro possa anche incarnarsi e trovare un volto, attraverso qualche trasposizione cinematografica. Alcuni, secondo me, ne hanno davvero tutte le caratteristiche.

Vedremo!

(Valeria Musmeci)