A rischio chiusura il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S. Marta e S. Venera di Acireale. L’appello di Carmelo Musmeci presidente del TDM.

Qualche giorno fa, ricevevamo e pubblicavamo la seguente nota dal Presidente Carmelo Musmeci, presidente del TDM ( Tribunale diritti del malato ) di Acireale :

” IL DG LANZA E IL DS RAPISARDA PRESENTANO I DATI DEL 1° TRIMESTRE SUL PO DI ACIREALE.
Dati in leggera risalita rispetto al 2018. Casi in negativo il PS e Ostetricia e Ginecologia (Reparto a rischio chiusura).
Richiesti ad intervenire abbiamo ricordato che il trend negativo per il PO di Acireale si riporta al 2017 e che l’Ospedale, oggi, non è più attrattivo per Medici, Infermieri e soprattutto Pazienti, come ci segnalano le denunce pervenute. E comunque bisogna intervenire subito per invertire la tendenza e riacquistare credibilità e professionalità. Per migliorare i dati di Ostetricia abbiamo suggerito, come da piano regionale, l’apertura immediata di Neonatologia.
BUONE NOTIZIE: Banditi i concorsi per 25 Primari (11 per Acireale, ma arriveranno davvero?) – Da settembre Parto indolore in Ostetricia.”

Abbiamo deciso di incontrare Carmelo Musmeci, per capirne di più.

– Presidente, ci spiega qual è la sua preoccupazione oggi?

– Presidente TDM:
” Nell’ultima riunione tenutasi qui in Ospedale, sono stati presentati i dati del 1° trimestre sul Po di Acireale, risultati in leggera risalita rispetto a quelli del 2018, mentre risultano ancora in negativo quelli riguardanti il Pronto Soccorso e il reparto Ostetricia e Ginecologia.
Quest’ultimo in particolare si trova a rischio chiusura, per alcuni fattori concomitanti.
Il primo riguarda le limitazioni dovute alla legge Balduzzi, che pone il limite di 500 nascite all’anno e purtroppo pare che le nascite ad Acireale si pongano al di sotto del limite stabilito.
Inoltre il reparto ha sofferto la mancanza del primario, fattore che ha certamente inciso, poiché è comprensibilmente venuta meno una importante figura di fiducia.
È stato sostituito da un nuovo primario, il quale però presta servizio a scavalco anche al PO di Caltagirone, dunque la sua presenza non è sempre assicurata. In più molto spesso i primari vengono nominati con l’articolo 18 e si tratta di medici dello stesso reparto che vengono temporaneamente investiti della funzione di primario in attesa dei vincitori di concorso, non riuscendo a garantire di fatto una continuità, motivo per cui molto spesso le donne preferiscono farsi seguire dai medici delle cliniche private o di altri ospedali in cui riescono ad affidarsi ad una figura professionale stabile.
È importante che si sappia che nell’ultimo piano Sanitario Regionale è stata prevista l’apertura della neonatologia e verranno inseriti due posti letto.
Questo implemento, che noi stiamo sollecitando perché avvenga nel più breve tempo possibile, potrebbe contribuire ad invogliare le donne in attesa a partorire ad Acireale.
Inoltre un’altra novità è prevista per la nostra struttura, dal 1 settembre infatti sarà operativo il parto indolore, quindi un’ulteriore forma di aiuto e assistenza per le donne che verranno qui a partorire.
I medici anestesisti si stanno già specializzando grazie ai corsi di preparazione specifica tenuti all’Ospedale San Marco di Catania.”

In conclusione, il presidente, e crediamo sia un pensiero fortemente condiviso, lancia una sorta di appello, rivolto non solo alle donne in attesa, ma a tutte le donne, e anche agli operatori dell’ambito, medici ginecologi, consultori, affinché si avvii una campagna di informazione e sensibilizzazione su tutto il territorio, compresi i paesi limitrofi, per rassicurare le donne e riportarle ad usufruire dei servizi offerti, scongiurando così la chiusura del reparto di ginecologia ed ostetricia di Acireale.
La nostra città non può e non deve perdere un reparto così importante.

Graziella Tomarchio