Aci Green Way – Scenari Possibili per Uscire dallo Stallo

La realizzazione della pista ciclabile sulla timpa, nel vecchio tracciato delle gallerie ferroviarie dismesse è ferma per un problema sorto con alcuni proprietari dei fondi, che da oltre trent’anni utilizzano senza riserve l’ex sedime per accedere alle loro proprietà, e che oggi si confrontano con la nuova destinazione del tracciato.

Nonostante i lavori siano stati sospesi per motivi diversi, è questa la vera ragione per cui l’opera che doveva essere consegnata a marzo, risulta ferma da diverse settimane, anche se non si comprende perchè la parte restante del tracciato che non interferisce con la questione dei privati non proceda indipendentemente.

Proviamo a capirci di più.

Il 17 Luglio del 2017, l’amministrazione Barbagallo acquista da RFI l’intero sedime ferroviario per un importo di 272.000€, l’atto notarile segue una lunga trattativa che la precedente amministrazione svolse per esercitare il diritto di prelazione sul tracciato ferroviario, diritto specificatamente previsto dalla norma del 2001 che permette alle società titolari di beni demaniale di dismettere parte degli immobili inutilizzati.

Con l’acquisto del tracciato si può finalmente portare a fase esecutiva il progetto dell’Architetto Sebastian Greco, che prevede la riqualificazione in funzione ciclabile dell’intero sedime e, nella previsione del Comune, l’acquisizione del restante tracciato in zona suffragio, che dovrebbe, entrare nel progetto “Ciclovia della Magna Grecia” in corso di finanziamento da parte della Regione.

Sul tracciato in zona Mortara, da molti anni i proprietari che possiedono fondi agricoli limitrofi alla ferrovia, utilizzano la pista per accedervi, apparentemente senza alcun titolo, in quanto nell’atto notarile non risulta alcuna servitù trascritta né alcun obbligo per il Comune acquirente.

Per dovere di cronaca, gli stessi proprietari nel 2017 a seguito degli articoli di stampa sulla imminente vendita al Comune, scrissero una nota all’amministrazione, palesando le loro ragioni e chiedendo che il successivo progetto ne tenesse conto, nota a cui il Comune non rispose mai.

Gran parte delle particelle catastali di cui i privati chiedono l’accesso tramite l’ex sedime, sono comprese nella Riserva naturale della Timpa e, nel caso del tracciato , proprio in zona A di massima protezione, in cui però è consentito il transito come da regolamento sottostante:


REGOLAMENTO
RECANTE LE MODALITA’ D’USO E DIVIETI VIGENTI NELLA RISERVA NATURALE ORIENTATA LA TIMPA

Titolo I
NORME PER LA ZONA A

Art. 1
Attività consentite
1.1 Nell’area della riserva, fatte salve le norme di cui al successivo art. 2, è consentito:
a)  effettuare sugli immobili esistenti gli interventi di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 20 della legge regionale n. 71/78. Gli interventi di cui alle lett. b) e c) sono sottoposti al parere dell’ente gestore; gli interventi di cui alla lett. d) sono consentiti esclusivamente per le finalità di gestione e fruizione della riserva previo nulla osta dell’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, sentito il parere del Consiglio regionale protezione patrimonio naturale (C.R.P.P.N.):

a)…

f)  esercitare le attività agricole e zootecniche esistenti (purché condotte a livello di impresa agricola e di insediamenti civili ai sensi della normativa antinquinamento) ed effettuare mutamenti di colture nell’ambito delle coltivazioni tradizionali della zona, in considerazione delle esigenze proprie dei cicli colturali.Eventuali trasformazioni di tipo diverso, che possono modificare il paesaggio agrario caratteristico della zona o che comportino movimenti di terra, dovranno essere sottoposte a preventivo nulla osta dell’ente gestore.
Il pascolo, compatibilmente con gli interventi di gestione naturalistica, è consentito nei limiti necessari ad assicurare il mantenimento e/o il ripristino della copertura vegetale e la rinnovazione naturale.L’esercizio del pascolo è sempre soggetto all’acquisizione del nulla osta dell’ente gestore che fisserà limiti temporali di zona e di carico di capi di bestiame distinti per specie;

n)  transitare con mezzi motorizzati sulla rete stradale esistente, con l’esclusione di mulattiere e sentieri, esclusivamente per accedere ai fondi serviti da piste per l’esercizio delle attività consentite. L’ente gestore potrà regolamentare o interdire del tutto il traffico su qualunque arteria in considerazione di particolari esigenze gestionali e di tutela.

Esiste una situazione analoga a quella che stiamo affrontando e riguarda la riserva di Pantalica, anch’essa attraversata da un vecchio sedime ferroviario ed attualmente regolamentata con accesso consentito solo per la coltura dei fondi e con specifiche limitazioni.

Negli anni tale permesso è stato più volte interpretato dall’ente gestore Azienda Forestale Regionale, fino al paradosso per cui le bici avevano bisogno di autorizzazione scritta da inoltrare settimane prima, mentre le auto che si recavano all’agriturismo in zona A della riserva entravano direttamente con la registrazione del numero di targa. Fortunatamente oggi le auto si fermano esclusivamente nella struttura ricettiva e l’autorizzazione per le bici si può richiedere all’ingresso della riserva.

Questa possibile soluzione limitata nel numero di mezzi e con il controllo costante dell’amministrazione comunale e dell’ente gestore, potrebbe essere un potenziale compromesso per uscire dallo stallo, tenuto conto che il comune in cambio, potrebbe chiedere ai privati la sorveglianza del tratto iniziale con l’installazione di telecamere ed altri oneri a loro carico, sorveglianza indispensabile per la presenza di impianti, cavi ed arredi che potrebbero essere soggetti a furto.

Senza una rapida soluzione della controversia l’impresa potrebbe anche rescindere unilateralmente il contratto, anche in considerazione del fatto che alcuni prezzi di capitolato, risulterebbero poco remunerativi in funzione del ribasso di circa il 40% proposto e potrebbero disincentivarla dal completamento dell’opera puntando ad un risarcimento per l’inesecutività del progetto alla luce del suddetto presunto diritto di passaggio.

Di sicuro l’amministrazione deve decidere qualcosa ed evitare che un opera strategica per il futuro turistico di Acireale diventi materia per Avvocati e Giudici, nella migliore tradizione acese.

Fabio D’agata