Acireale ricorda Camilleri attraverso le parole del curatore delle sue opere.

Ogni tanto questa città riesce a sorprendermi con delle serate culturali degne di nota e quella di venerdì pomeriggio è stata sicuramente una di queste. Al palazzo di Città si è parlato di Camilleri e lo si è fatto con un incontro non particolarmente lungo e niente affatto noioso, ma, soprattutto, lo si è fatto con competenza.

Il professore Valastro (ex docente di lettere al Liceo classico Gulli e Pennisi) ha introdotto il professore Salvatore Silvano Nigro, che, oltre ad essere stato curatore per la Sellerio di tutti i romanzi di Camilleri, ed essere un critico letterario, è stato un docente universitario di lingua e letteratura italiana. Tra i tanti atenei, quello catanese, ma anche l’ École Normale Supérieure di Parigi, la Yale University e successivamente la Scuola Normale di Pisa e lo IULM di Milano. Curatore dei romanzi di Camilleri per la casa editrice palermitana Sellerio, appunto. Quella prima casa editrice siciliana con un’idea di internazionalità, fondata 50 anni fa da Elvira e il marito Enzo Sellerio, su ispirazione di Leonardo Sciascia, di cui quest’anno ricorrono, come ci è stato ricordato venerdì, i 30 anni dalla morte.

Proprio Leonardo Sciascia, che ha collaborato con la Sellerio, aveva dubitato, nonostante l’amicizia, del successo delle opere di Camilleri. Era fortemente scettico, perché pensava che la lingua utilizzata nelle sue opere non avrebbe mai potuto varcare i confini isolani: “Con questa lingua a chi parlerai?”. Ed effettivamente, all’inizio le opere di Camilleri venivano rifiutate dalle case editrici perché considerate illeggibili. Paradossalmente, proprio questa lingua considerata illeggibile, fece la sua fortuna, rendendo il padre di Montalbano, uno degli scrittori più letti e tradotti al mondo degli ultimi anni. È proprio quella lingua così peculiare che è siciliano, ma un siciliano inventato che non esiste da nessuna parte, “se viene tradotto in italiano non funziona”, esattamente come il paese in cui viene ambientato il romanzo: ” un villaggio vero che diventa un villaggio falso”, perché Vigata non è Porto Empedocle. Una lingua che non esiste in una città che non esiste, ma con un protagonista, il commissario Montalbano, che è come se esistesse, perché cresce, si evolve e invecchia, diversamente dal francese Maigret, come ci ha ricordato il professore Nigro. E la grandezza e il successo di questo commissario, risiedono con ogni probabilità, nel suo essere un uomo di legge, ma allo stesso tempo, “un uomo che può risolvere un caso anche in maniera più umana, ovvero non rispettando la legge”. Un’umanità che il personaggio possiede anche nei confronti dei personaggi suoi antagonisti, quelli che si trova a fronteggiare di volta in volta nei casi che deve risolvere e che deve arrestare. Dice ancora il professore Nigro “in un paese dove le forze armate non sempre hanno avuto una funzione positiva, dalle stragi dove lo stato non ha operato come avrebbe dovuto, ai servizi segreti deviati, l’opera di Camilleri può assolvere anche ad uno scopo educativo e di civiltà, mostrando uno stato che mostra umanità”. Infine, da un punto di vista strettamente letterario, a Camilleri – e quando si parla di Camilleri, non bisogna solo pensare ai romanzi legati alla figura del commissario Montalbano, ma anche ai grandi romanzi storici, “Il re di Girgenti” su tutti, ma anche quelli fantastici e le sue poesie- bisogna riconoscere il merito di essersi inserito pienamente in mezzo a quelle che comunemente i critici definiscono come le due letterature: una alta e una popolare molto bassa. Camilleri ha avuto proprio il merito “di aver riempito questo vuoto tra le due letterature, creando una letteratura che non dispiaceva ad un popolo colto, ma teneva anche conto del gusto popolare.”

Ha colmato un vuoto letterario, riportando alla lettura tante persone che non leggevano e in un paese come il nostro, con un bassissimo numero di lettori, è sicuramente un grande merito. Ma Andrea Camilleri ha anche avuto il merito di aver incrementato il turismo, portando in Sicilia un vasto numero di turisti interessati a vedere quelli che, anche grazie alle trasposizioni cinematografiche, oggi vengono definiti “I luoghi di Montalbano”.

La serata, infine, presieduta dal primo cittadino e dall’assessore alla cultura Fabio Manciagli, è stata allietata dalle note del chitarrista Davide Fazzio e dal silenzioso lavoro dei ragazzi dell’associazione La Coriandolata, i quali, durante l’incontro, hanno realizzato un quadro per omaggiare Camilleri, a pochi mesi dalla scomparsa, che hanno mostrato a fine serata.

(Valeria Musmeci)