Alì non azzera la giunta e tira a campare

ACIREALE – La giacca del sindaco Alì deve essere molto elastica in questo periodo. La sua giunta crescerà nel numero, gli assessori da cinque passeranno a sette, ma non sarà un cambiamento, anzi molto probabilmente si assisterà a scelte che saranno in continuità con quello che abbiamo visto da un anno a questa parte.

Chi ha chiesto l’azzeramento e poi la ripartenza con nuovi volti e nuove energie non sarà accontentato. Alì non è uomo di “rivoluzioni” ma è un sindaco che si muove con attenzione per non rompere gli equilibri complessi e precari che compongono la sua giunta e la sua maggioranza. In assenza di decisioni forti, come appunto l’azzeramento della giunta e la sola riconferma degli assessori Grasso e Cavallaro, salta l’ipotesi Antonio Coniglio. L’ex delfino dell’on. Nicola D’Agostino non sarà della squadra visto che proprio Coniglio è stato il più grande sostenitore dell’azzeramento di giunta.

Il sindaco Alì lascia quindi abbandona la possibilità di ripartire con una spessa mano di smalto e si accinge ad aggiungere un brodino ad una giunta già logora dalle difficoltà incontrate durante il cammino di questo primo anno di amministrazione. Tra le difficoltà oggettive, tra la confusione e l’inesperienza, in mezzo ad una pioggia di autogol clamorosi, la giunta prosegue il suo cammino così come abbiamo visto in questo primo scorcio di amministrazione “simil pentastellata”. Ad accompagnare l’azione amministrativa dovrebbe essere della partita l’avv. Mario Di Prima (sesto assessore) ma per la settima poltrona, al momento, il sindaco non ha nomi da presentare alla città. Potrebbe attingere tra i consiglieri di maggioranza, potrebbe prendere una personalità politica vicina all’on. Angela Foti, potrebbe anche individuare un altro “tecnico” di cui si conosce poco o nulla.

Intanto tanti tirano la giacca del sindaco per spostarlo su posizioni astruse. Si sono fatti avanti vecchie glorie della politica cittadina, i trombati dell’ultima elezione amministrativa, altri ancora fremono così come alcuni consiglieri comunali che ritengono di avere le competenze per guidare un assessorato.

Alì è uomo cauto, un sindaco che non produrrà mai azioni eclatanti, un uomo che si muove lentamente e con le dovute preacuzioni per evitare il crack della sua maggioranza.

Stesso ragionamento sarà applicato in riferimento al cda della fondazione del carnevale. Arriveranno, prima o poi, i conti di quella che è stata definita dagli organizzatori “un’edizione storica per presenze” e seguiranno giorni amari. I numeri potrebbero essere devastanti ma Alì non si scomporrà più di tanto, dichiarerà qualcosa e poi terrà al loro posto i componenti del cda, il loro presidente pro tempore, il direttore artistico e l’assessore al turismo. Operazioni di anestesia generale che consentiranno ad Alì di continuare a navigare senza sommosse interne e ai cittadini di pagare pegno.

La rivoluzione? La città che mette le ali. Poi, forse, mai.

(mAd)