Carnevale 2021, i conti non tornano. Cundari: “Il piano triennale deve essere rispettato”

Oggi avremmo già dovuto parlare della promozione dell’edizione 2021 del Carnevale di Acireale. Invece, si è capito dopo l’ultima seduta di consiglio comunale, anche per l’edizione che verrà (?) i conti non tornano. Stavolta i conti non tornano già in partenza, perché il Cda guidato dall’avvocato Cundari ha accettato un pesante fardello e fin da subito ha parlato chiaro. Per consentire la sopravvivenza del Carnevale e risanare il bilancio ha presentato un piano di previsione triennale trasparente, con numeri precisi. Ove non bastasse il buon nome della “Fondazione del Carnevale”, ha schierato in prima linea figure capaci di ottenere la fiducia di chi ha consentito di appianare gli ammanchi lasciati dall’edizione 2019. I tagli agli spettacoli e a tutti i fronzoli e corollari non necessari alla manifestazione, non possono però prevedere il taglio del contributo della Città di Acireale. Gaetano Cundari, presidente del Cda della Fondazione, non sa più di quanto emerso in consiglio comunale. Strano, ma sembrerebbe vero. Una posizione scomoda la sua. Non può non sentirsi turbato, considerato che la macchina Carnevale 2021 è già in corsa e a giorni è prevista l’approvazione dei bozzetti e la firma dei precontratti con le associazioni.

Ci dice di essere stato invitato ad un incontro con il sindaco Alì. E a questo punto la domanda è inevitabile. «Cosa farà, presidente Cundari, se il sindaco le confermerà il paventato taglio al contributo?»

«Aspetto questo incontro, perché non ho alcuna notizia e sto lavorando alla programmazione del Carnevale 2021, ma ho visto anch’io gli interventi in consiglio comunale e sono preoccupato. Subito dopo questo incontro convocherò il Cda della Fondazione, che conta diverse sensibilità, ciascuna delle quali rappresenta il Carnevale, e sceglieremo la soluzione migliore, che va dalle dimissioni a…non saprei…».

Le dimissioni del presidente Cundari sono tutt’altro che una minaccia, suonano piuttosto come un atto di dignità. Il ragionamento non fa una grinza.

«Capisco che sono scelte politiche, ma se il piano triennale non può essere rispettato, io non saprei come fare. Il mio obiettivo è di non lasciare debiti per gli anni successivi. Siamo in una fase in cui, come mai, serve la certezza del contributo, non è un problema di spesa, ma di impegno. Ho ridotto di 100 mila euro le spese, la mia posizione è stata chiara, è il massimo che posso fare. Io prendo degli impegni, che però devono essere coperti».

L’emergenza Covid potrebbe giustificare il presunto taglio?

«Il Covid colpisce tutti. Gli sponsor, che ho e abbiamo contattato sono coscienti che il Covid potrà influire negativamente, ma non è il problema, perché abbiamo già un piano b, per sfruttare il periodo canonico e spostare la manifestazione ad aprile e maggio. Se è vero che il Carnevale  costituisce il 7% del Pil della città, è il minimo che la Città investa l’ 1% del bilancio. La situazione non è assolutamente chiara, anche se il Comune fosse in procinto di dissesto. Ci sono delle regole da rispettare. Se ho un bando per nove carri allegorici, è chiaro che ci sono persone che hanno cominciato ad investire. Devi farla la programmazione, va fatta».

Il presidente Cundari aspetta di parlare con il sindaco. Ma su alcuni punti ci sarà poco o nulla da discutere. Si può risparmiare sugli spettacoli, l’illuminazione, ma i carristi e la sicurezza richiedono 598 mila euro e la Fondazione del Carnevale non ha entrate tributarie. La Fondazione in questa fase non può perdere un centesimo del contributo comunale, perché i conti non tornano e gli impegni presi e sostenuti neppure.

L.C.