Covid ad Acireale, i numeri preoccupano. Rispettare le regole ed aiutare i più fragili.

ACIREALE – I tamponi rapidi effettuati per due fine settimane a Capomulini (il primo per studenti, insegnanti, genitori e ata delle scuole superiori e il secondo per le medie inferiori) mostrano numeri poco oltre il 4% di positivi. Positivi certi? Non è detto finché non sarà effettuato il tampone molecolare che darà il giudizio finale e certo.  Ricordiamo che i dati definitivi per il primo week end (scuole superiori) ha visto eseguiti 3.122 tamponi rapidi effettuati con 147 soggetti trovati positivi per un’incidenza tamponi/positivi del 4,71%. Nel secondo fine settimana (scuole medie) su 2.618  tamponi rapidi eseguiti, 121 soggetti sono risultati positivi (il dato è riferito a sabato e domenica) 4,62% tamponi/positivi. Insieme a questi numeri vi sono quelli relativi alla popolazione acese: 251 sono i soggetti positivi, 11 sono ricoverati in ospedale, 4 deceduti, 452 sono in isolamento fiduciario (il dato dell’Asp si riferisce al 13 nov. 2020). Un trend che potrebbe portare a saturare i posti letto all’ospedale di Acireale.

Dai dati rilevati si evincono alcuni fattori. Questa seconda ondata per la nostra città è certamente più grave rispetto ai mesi di marzo e aprile, i numeri sono preoccupanti ma non è il momento per farsi prendere dall’ansia. Al contrario è il caso di rispettare le norme (distanziamento fisico, uso della mascherina ed igiene frequente delle mani) e di riattivare presto il fondo di solidarietà a sostegno delle categorie che maggiormente stanno soffrendo a causa delle norme di contenimento del virus. Le piccole attività certamente ma anche quei lavoratori senza tutele che in questo momento non hanno la possibilità di guadagnarsi da vivere.

Un dato significativo arriva dall’imminente avvio delle cure domiciliari. Il documento che è stato redatto da un gruppo di lavoro del ministero della Salute, insieme al presidente del consiglio superiore della Sanità Locatelli e alcuni membri del Comitato Tecnico Scientifico, definisce i parametri per le cure a domicilio. Il protocollo indica come individuare il grado di gravità (lieve, moderato, severo e critico) e la terapia da somministrare a seconda della gravità dei sintomi. I medici di famiglia e le USCA dovranno applicare il protocollo che, appare evidente, avrà il compito di sgravare gli ospedali dalla pressione a cui sono sottoposti. Detto in maniera semplice, se si ha la febbre prima di fiondarsi al pronto soccorso è consigliabile chiamare il medico di famiglia.

Questo novembre lo ricorderemo per la pandemia che sta colpendo anche la nostra città, vorremmo anche poterlo ricordare perché si è mostrata una città unita, solidale e rispettosa delle regole e dei soggetti più fragili maggiormente esposti.

(mAd) #fancity – ph. Città di Acireale