Il carnevale di Acireale al “Bacanal del gnoco” di Verona potrebbe rappresentare un rilancio della manifestazione acese e produrre maggiore “appetibilità degli sponsor”?

ACIREALE – Dopo decenni in cui si è pensato maldestramente di gonfiare la “bolla carnevale” con proiezione sui numeri a dir poco deliranti, dopo che si abbattuta la tempesta sul bilancio del carnevale edizione 2019 e dopo che l’emergenza covid ha fermato la manifestazione più volte, ecco che arriva il “Bacanal del gnoco” di Verona. Evento sbandierato con il solito clamore trionfante, con le immancabili foto e con il contorno delle poche voci festanti rimaste.

Sappiamo bene che le questioni legate al carnevale di Acireale sono sia strutturali che economiche ed ha fatto bene il presidente della Fondazione di Acireale l’avv. Gaetano Cundari a dichiarare in consiglio comunale, senza giri di parole, che la nostra manifestazione non è “appetibile agli sponsor”. Lo sapevamo e non poteva essere altrimenti dal momento in cui tante campagne promozionali sono state sviluppate in maniera provinciale, quando la carenza di posti letto per gli eventuali visitatori è carente e quando bisogna, ogni edizione, far quadrare i conti provando a gestire con la giusta parsimonia i finanziamenti pubblici destinati alla manifestazione.

Sappiamo anche che la “Cittadella del carnevale” si continua a presentare con numerose criticità strutturali, che spesso è piena di rifiuti della lavorazione e che certo non può essere immaginata come un luogo dove ospitare le scolaresche o i visitatori. Sappiamo infine che un format che nel tempo non cambia mentre tutto intorno si evolve e muta è destinato a morire sotto i colpi delle nuove tendenze e sappiamo che la concorrenza con le altre manifestazioni nazionali è diventata sempre più forte e agguerrita. Va anche detto che Acireale deve continuare a mantenere la tradizione della cartapesta, deve continuare a produrre ed esporre al pubblico le sue maestose opere ma deve anche mettere intorno al piatto forte eventi e modalità festose tali da poter concepire i giorni carnevaleschi come divertimento, gioia, spensieratezza. Purtroppo il nostro carnevale non riesce a riprogrammare soluzioni chiare intorno alla sfilata dei carri, per certi aspetti ciò è dovuto alla povertà del budget per altri aspetti si è ancora ancorati ad un format che sa tanto di provincialismo e di totale assenza di una regia creativa.

Ecco perché andare al “Bacanal del gnoco” non serve a nulla, serve invece spirito creativo, lavoro duro tutto l’anno (con la fondazione del carnevale che deve ricevere un compenso per la sua attività) e serve iniziare a promuovere il marchio del nostro carnevale nei canali giusti e non certo in qualche radiolina di paese.

(mAd) – Ph. Città di Acireale