TRIESTE E LA “TEMPESTA PERFETTA”

Si può passare da capitale dei no green pass a città con maggiori rischi di contagio? A quanto pare, si. Trieste in queste ore sta registrando un consistente aumento di casi Covid agevolato dal fatto di essere una città con uno dei più bassi numeri di vaccinati. I cortei con un gran numero di persone prive di mascherine, probabilmente hanno fatto il resto, ed è pura utopia pensare che si possa scappare dalle dinamiche della diffusione del virus.

I numeri iniziano a far paura e si avvicina sempre più la possibilità che si arrivi quanto prima alla zona gialla. Il prefetto Valerio Valenti: “Il rischio zona gialla è alle porte e sarà questo il vero limite alla libertà di espressione. Tuttavia la libertà di manifestare va preservata”.
Gli fa eco Fabio Barbone, capo della task force regionale che all’Agi ha dichiarato: “Oggi in Regione abbiamo 73 ricoverati, non accadeva dal 15 maggio.”
La regione Friuli Venezia Giulia con circa 1.200.000 abitanti, conta 267 nuovi contagi e il tasso di positività supera il 4%, in Lombardia il tasso si attesta allo 0,5%, ed è un confronto che non ha bisogno di commenti.

Nel capoluogo Trieste che conta circa 200mila abitanti al momento ci sono 800 positivi con una prevalenza del 4.0, e oltre 400 persone in quarantena. La protezione civile tiene sotto osservazione il territorio triestino che mostra una situazione molto più seria rispetto ai comuni circostanti. 46 sono i positivi tra i portuali fautori della protesta contro la certificazione verde. Dice ancora Fabio Barbone: “Si tratta dei manifestanti che per giorni sono scesi in piazza senza mascherina, trascorrendo molto tempo insieme, gomito a gomito, a contatto anche con gente da fuori, in un periodo in cui il virus già a fine agosto aveva iniziato a circolare di più rispetto a fine giugno e luglio. Se c’era anche qualcuno asintomatico, il virus si è diffuso più facilmente”. Pochi vaccini e tanti assembramenti generano un cocktail che rischia di portare Trieste con tutta la regione in un baratro. Per dirla con l’epidemiologo Barbone “è la tempesta perfetta”.

Luigi Pennisi