Il Porto dell’Etna

Di Francesco Pennisi

Nel XVII secolo, i primi insediamenti nel sito dell’attuale Riposto diedero vita al primo nucleo abitato che prese il nome di “pagliai”. Nel XIX secolo il quartiere di Riposto legò le sue fortune a quella della vicina Giarre, da cui riuscì ad ottenere l’autonomia amministrativa nel 1841. La fama della città, col crescere dei commerci e dell’importanza del suo porto raggiunse livelli altissimi tanto da diventare sede di consolati stranieri e da affermarsi come punto di esportazione d’importanza europea. Oggi il porto è il biglietto da visita più importante della città, meta turistica internazionale.

L’esigenza di un approdo nella zona jonico-etnea risale a diverso tempo prima del riconoscimento di Riposto quale comune autonomo (1841) ed era connessa alla necessità di dotare la spiaggia, già esistente e morfologicamente idonea all’avvicinamento di unità navali, di strutture adatte all’imbarco delle merci in sicurezza.

Nel corso del 1836 l’amministrazione comunale di Giarre – Riposto avviò l’iter finalizzato alla realizzazione di un Porto che, oltre alle funzioni proprie commerciali, fungesse anche da protezione delle abitazioni costiere da sempre esposte alle violente mareggiate dello Jonio.

Nel 1865 il Regio Governo autorizzò unicamente la costruzione di una boa di ancoraggio, mentre per la realizzazione del Porto vero e proprio si dovette attendere il 5 agosto 1906, giorno in cui venne posta la prima pietra.

Oggi il porto di Riposto è Un bacino da diporto moderno ed attrezzato, a 6 miglia dal mare di Taormina ed ai piedi dell’Etna, fruibile tutto l’anno. E’ raggiungibile in soli 30 minuti dall’aeroporto internazionale di Fontanarossa e ubicato in posizione strategica per il diportista che desideri navigare nel bacino meridionale del Mediterraneo.

Francesco Pennisi