Il sistema Montante, “mercenari, affaristi, lobbisti”. L’Antimafia dalla “doppia faccia”.

Il 14 maggio 2018 Antonello Montante veniva arrestato nell’ambito dell’indagine “Double face” condotta dalla DDA della Procura di Caltanisetta e della locale squadra mobile. Double face, doppia faccia. Una faccia che rappresentava Montante come  “paladino della legalità” e l’altra, secondo l’accusa, la “contiguità di Montante a Cosa Nostra”.  

Il 10 maggio 2019 “il gup ha condannato in abbreviato Antonello Montante a 14 anni di reclusione”.  Montante è stato presidente di Sicindustria. Cosa indica la commissione parlamentare d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia? Riportiamo un passaggio dalla pubblicazione dei “Quaderni della commissione antimafia” della Regione Siciliana. “Il sistema Montante, ovvero una pratica di governo parallelo (e per molti versi illegale) che ha incarnato per anni la vera governance della Regione Siciliana… Gli indizi, i silenzi, le complicità, le distrazioni, le consuetudini malate che hanno asservito le scelte amministrative al profitto d’impresa e alla carriera politica di pochissimi”.

Riportiamo dall’ANSA. “Il dispositivo della sentenza – ha detto Bertone parlando con i cronisti dopo la sentenza – mi pare che dia largamente conto della fondatezza dell’accusa e dello straordinario lavoro della Procura di Caltanissetta e fa in qualche modo anche giustizia di alcune affermazioni che ho avuto modo di sentire durante il processo”. “Non capisco – ha aggiunto il procuratore di Caltanissetta riferendosi a ‘pressioni mediatiche’ di cui ha parlato in aula uno dei legali di Montante, l’avvocato Giuseppe Panepinto – a cosa faccia riferimento l’avvocato. La Procura si è mossa in condizioni di assoluta libertà senza nessun condizionamento. Abbiamo cercato soprattutto le prove per ricostruire questo sistema che ha trovato riconoscimento nel dispositivo della sentenza. Il fatto che la commissione antimafia farà un’indagine su questo processo – ha osservato Bertone – è un altro profilo che non riguarda noi. Certamente il sistema che è stato delineato dalle indagini pone la necessità di ulteriori verifiche sui rapporti tra uomini che svolgono attività pubblica e altri soggetti e probabilmente sotto questo profilo la commissione antimafia vuole acquisire ulteriori elementi. Mi pare evidente – ha concluso il procuratore di Caltanissetta – che la sentenza dia conferma di quello che si e’ delineato nel corso delle indagini e cioè che esisteva un “sistema Montante”.

Regionopoli? Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci alla domanda del componente della commissione antimafia e anticorruzione on. Roberta Schillaci, che riferisce che Lumia le parole di Lumia che aveva affermato che “il sistema Montante non è finito con la scorsa legislatura ma che ha ripercussioni nelle giunta di governo e in questo governo attuale”, risponde “non so se all’interno del mio Governo, quindi nella mia Giunta, ci sia qualcuno contaminato da quel sistema di potere. Se conosco bene il curriculum dei miei assessori, posso escludere, qualunque tipo di contatto. Se dovesse esserci, peggio per lui, perché resterebbe disoccupato nella sua attività”.

Emerge dalla lettura del “Sistema Montante” nel “quaderno pubblicato dalla commissione antimafia e anticorruzione “un quadro preoccupante”. “Da una parte la permeabilità strutturale delle Istituzioni. Dall’altra un sentimento di esibita impunità che ha accompagnato questa stagione, come si ogni forzatura, ogni intromissione, ogni interferenza fossero un trofeo da esibire, una prova della propria forza alla quale tanti, troppi, prestavano tolleranza e benevolenza (amministratori, dirigenti, politici, giornalisti, rappresentanti di governo, membri della forze di polizia e dei servizi segreti..).

Sembrerebbe che Montante “paladino dell’antimafia” , secondo la commissione antimafia e anticorruzione della Regione Siciliana sia stato artefice della “sistematica violazione delle prassi Istituzionali, l’asservimento della funzione pubblica al privilegio privato, l’umiliazione della buona fede di tanti amministratori, l’occupazione fisica dei luoghi di governo, la persecuzione degli avversari politici, fino al vezzo di una certa “antimafia” agitata come una scimitarra  per tagliare teste disobbedienti e adoperata come salvacondotto per se stessi attraverso un sillogismo furbo e malato… Un repertorio di ribalderie spesso esibito come un trofeo; era il segno di un potere che non accettava critiche e non ammetteva limiti”.

L’on. Claudio Fava, sabato 18 maggio alle ore 21.00 al teatro Machiavelli di Catania presenta “Il sistema Montante, drammaturgia sugli atti della commissione antimafia – Con Davide Coco, Simone Luglio, Liborio Natali.

(mAd)

Fonti: ANSAInchiesta sul Sistema Montante XVII I quaderni della Commissione Antimafia.