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“La abbracciai forte e faticai a non piangere.”

Oggi Laura Antonelli avrebbe compiuto 80 anni. L’attrice di “Malizia”, definita da Luchino Visconti “il volto femminile più bello del mondo” e che divenne il sex symbol italiano per un’intera generazione di cinespettatori, morì nel 2015 nella sua piccola casa di Ladispoli stroncata da un infarto, sola, irriconoscibile e dimenticata da tutti, ultimo atto di una vita che aveva cominciato a spegnersi da tempo, vittima di una triste e progressiva parabola discendente.
Nata a Pola, quando l’Istria era ancora italiana, si trasferì con la famiglia a Napoli dove divenne insegnante di Educazione fisica per poi insegnare, seppur per breve tempo, in un liceo romano. La sua bellezza non passa inosservata e Laura inizia la sua carriera artistica con la partecipazione a spot, fotoromanzi e piccole parti in alcuni film, fino a conoscere la notorietà grazie a “Il merlo maschio”, commedia sexy di Pasquale Festa Campanile dove impersona la moglie del violoncellista Lando Buzzanca. Due anni dopo, nel 1973, grazie a“ Malizia” di Salvatore Samperi, la sua celebrità raggiunge l’apice. La scena in cui sale le scale lasciando intravedere il reggicalze farà il giro del mondo.

Oltre alla partecipazione in tanti film sexy, Laura Antonelli recita con grandi registi come Claude Chabrol nel film “Trappola per un lupo”, dove durante le riprese conosce Jean-Paul Belmondo con cui avrà una burrascosa relazione. Poi accanto a Giancarlo Giannini, sarà la Giuliana Hermil nel film “L’innocente”, ultima fatica di Luchino Visconti, e ancora con Giannini, ma stavolta diretti da Ettore Scola, reciterà in “Passione d’amore”. Finito questo periodo di cinema d’autore, la Antonelli torna a ricoprire i ruoli sexy che l’avevano resa celebre, fino al fatidico 1991, anno in cui Samperi le propone di recitare per il remake di “Malizia” (Malizia 2mila) e il destino le si accanisce contro. La proposta di Samperi infatti, è vincolata a un intervento di chirurgia estetica cui l’attrice deve sottoporsi per cancellare i normali segni dell’età; Laura Antonelli accetta, ma l’intervento le sfigura il viso cancellando come con un colpo di spugna la sua straordinaria bellezza.

E non è tutto: l’attrice viene prelevata dalla sua villa di Cerveteri e arrestata con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, accusa per la quale in primo grado verrà condannata per poi essere assolta in appello dopo quasi dieci anni.
Nel frattempo la Antonelli che assiste impotente alla vacuità e ipocrisia di un mondo dello spettacolo che le ha voltato le spalle, si trasferisce in un piccolo appartamento a Ladispoli, dorme su una brandina e si dedica completamente alla preghiera.

L’attore Lino Banfi sarà l’unico che proverà ad intervenire in favore dell’attrice chiedendo pubblicamente che le venga assegnato il sussidio previsto dalla legge Bacchelli, ma la Antonelli si rifiuta sostenendo di stare bene così.
Tratto dal libro “Corpi speciali”, il ricordo sugli ultimi tempi dell’esistenza della Antonelli da parte della scrittrice Francesca d’Aloja, allora fidanzata con il fratello dell’attrice: “Stava seduta su un divanetto sfondato nella penombra di una stanza spoglia. Accanto un tavolino su cui era appoggiato il telefono, di fronte una libreria sguarnita, con tre soli volumi. La abbracciai forte e faticai a non piangere. Il suo corpo, il suo corpo così diverso. Lei sorrise e quello fu l’unico dettaglio, insieme agli occhi, liquidi e belli, che mi permise di riconoscerla. Il resto era scomparso.”

Luigi Pennisi

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