L’APPELLO DI MARTINA È ANCHE IL NOSTRO.

Martina Luoni, la ragazza di 26 anni, che vive a Milano e
ha 26 anni e da tre anni combatte con un cancro al colon e che a causa del Covid non può essere curata. “A marzo mi ero rivolta a un ospedale milanese per la conservazione ovarica prima di iniziare la chemioterapia e la radioterapia, ma ho perso questa possibilità perché gli ambulatori sono stati bloccati a causa del Covid. Ora sono in attesa di sapere se la mia patologia renderà possibile un’operazione”.

Siamo noi che dobbiamo essere responsabili, rispettando le norme e non lasciare che il virus si diffonda. I nostri comportamenti influiscono anche sulla vita di tantissime persone che come Martina attendo delle cure che non potranno ricevere perchè in moltissimi ospedali, gli ambulatori sono fermi a causa del sovraccarico di pazienti Covid, così come sono state annullate nei vari nosocomi italiani tantissime operazioni chirurgiche ritenute non necessarie e urgenti. Ma chi stabilisce che un intervento chirurgico sia più o meno necessario visto che c’è gente che aspetta anche da più di 1 anno per varie patologie importanti.

Con quale criterio si possono mettere in attesa di mesi e mesi persone che hanno bisogno di visite per malattie gravi e che non vengano loro consentiti gli screening di controllo.

Il video di Martina diffuso tramite il suo profilo Instagram è un appello a cui si uniscono tantissime altre persone nella sua stessa condizione, è un grido disperato rivolto ai cittadini di rispettare tutte le regole, a quelli che non credono che ci sono stati e ci sono tutt’ora moltissimi morti a causa del Covid e che nei mesi scorsi non curanti di tutto quello che era successo a marzo e aprile, hanno continuato senza ritegno a non rispettare nessuna regola dimenticandosi del dolore che molte famiglie sono state costrette a subire causa di morte da Covid, ed è soprattutto una denuncia alle istituzioni quella di Martina, perchè risulta impossibile credere che in tutti questi mesi non sia stato fatto molto di più, per non farsi trovare pronti alla seconda ondata che giá si sapeva che sarebbe arrivata senza pietà.

A questa denuncia di Martina, ci uniamo tutti coloro che in questo periodo stiamo vivendo una situazione simile alla sua e che viviamo costantemente nella paura di una recidiva della malattia. Ogni giorno cresce la sfiducia in ognuno di noi verso le istituzioni che ci hanno costretti per loro non curanza e per aver sottovalutato la grave situazione in atto, ad essere costretti noi cittadini, a fare delle rinunce importanti che riguardano la nostra salute.

Graziella Tomarchio