Liquidità

ACIREALE – La devastazione post ideologica raggiunge il suo acme quando in consiglio comunale nessuno si accorge che per la fermata Cappuccini sono stati messi in atto delle variazioni che, da qui a poco, molto probabilmente, vedranno sorgere un comitato per viale Regina Margherita. Strada che vedrà la riduzione dei marciapiedi, alberi rimossi (dove si trova Daniele La Rosa e il suo comitato per il verde pubblico a difesa degli alberi di corso Italia che rischiavano di essere rimossi durante l’amministrazione Barbagallo?), e una via vai di bus in doppia carreggiata.

Una liquidità che diventa insopportabile quando la consigliera comunale Angela Marino, dopo due settimane di soap opera, annuncia il suo incarico da capogruppo (M5S) e, in meno di un minuto, liquida la questione e cita Rino Formica.

Una dimensione grottesca quando tutti in coro si autoproclamano i salvatori della città per il voto favorevole al piano triennale delle opere pubbliche mentre in città, oggi e non tra tre anni, vediamo cumuli di spazzatura, cestini divelti, fili penzolanti, assenza totale di arredo urbano, corsie preferenziali rimosse, una ridicola zona 30, caos urbano, auto ovunque e nessuna azione per tentare di acquisire, una volta per tutte, l’area della Gazzena. Stessa sorte di degrado per S. Maria la Scala, Capo Mulini e il bellissimo “balcone” di S. Caterina dove nei suoi percorsi naturistici non si vede altro che spazzatura e rifiuti ingombranti abbandonati impunemente.

Nessuna parola per i terremotati che aspettano la ricostruzione, nessuna parola per l’emergenza abitativa, nessun accenno ai poveri che crescono ogni giorno di più e che si recano nei centri per prendere una busta di alimenti e qualche vestito.Zero parole per un territorio che ha fame di spazi sociali, nessuna parola per riconquistare la fiducia di chi oggi non vede futuro, nulla di nulla se non il solito autoerotismo di una neo casta di eletti che non sanno neanche da dove iniziare per dare un senso al loro mandato.

La politica dei non politici, che saranno anche onesti ma certamente inutili come i salvagente sugli aerei, qualcosa di inafferabile, parole di autostoricizzazione che echeggiano come suono di campane a morto. La città è in ginocchio ma a sentire loro sembra che ci stiamo slanciando nel futuro con una verve che ci renderà grandi, fertili e ricchi di speranze.

Rimane solo una certezza quella che tra qualche anno una buona parte di chi sta al comando della nostra città e i loro supporters saranno felicemente dimenticati e, speriamo, anche rimossi dal sentimento storico.

Post ideologia, liquidità, inutilità nel migliore dei casi.

(mAd)