Nel giorno del compleanno di Lauretta, nasce l’associazione “Laura vive in me, nei tuoi occhi il tuo sogno”, che realizzerà attività nel suo nome.

Un succedersi di esibizioni e interventi sabato 26 settembre, al teatro del Palazzo Cutore di Acibonaccorsi, ma soprattutto un susseguirsi di emozioni e commozione dritte al cuore di ognuno dei presenti per la festa in memoria della piccola Lauretta, che proprio sabato avrebbe compiuto 18 anni, se il padre, una mattina d’agosto di sei anni fa, non le avesse tolto la vita in un gesto di vendetta contro la madre che proseguiva nell’intento di separarsi da lui.

Giovanna Zizzo da quel giorno vive il dolore straziante della mancanza di Laura, una ragazzina vivace, dolcissima, gioiosa, determinata, che regalava sorrisi e aveva grandi sogni e un amore particolare per gli animali.
Ma non si è lasciata spezzare Giovanna, la mamma che ormai tutti conosciamo e ammiriamo, non si è chiusa nel suo dolore, ha invece continuato a far vivere Laura attraverso la sua voce e il suo impegno sociale nel diffondere un messaggio d’amore e di lotta contro ogni forma di violenza.

Inizia così un viaggio, nel quale l’affianca, oltre al compagno Gerardo che la sostiene nella sua costante lotta, Vera Squatrito un’altra grandissima mamma coraggio che ha perso anche lei sua figlia, Giordana Di Stefano, 48 le coltellate che gliel’hanno portata via, inferte dall’ex fidanzato, padre della loro figlia Asia.

Un dolore infinito ma una forza ancora più grande ha unito queste due straordinarie donne in un’amicizia speciale, sincera, un legame che le porta in giro per diverse città ad incontrare i giovani nelle scuole, a spiegare l’amore, quello puro che esiste, ma soprattutto ad insegnare a riconoscere e a difendersi da quello malato, che genera violenze, abusi, sottomissioni e potrebbe sfociare nella tragedia della morte. Con tenacia e determinazione, portano la loro testimonianza attraverso il simbolo di una panchina rossa, per dare voce a chi non può più parlare, per gridare il loro dolore e diffondere i valori dell’amore, del rispetto e la difesa di sé stessi e degli altri.

Sabato le abbiamo viste ancora insieme Giovanna e Vera, come sempre, strette su quel palco, a raccontare ancora una volta quanto peso portino nell’anima, “Non chiedeteci di perdonare, non esiste il perdono per chi ti ha ucciso una figlia”, dicevano con fermezza. E come dare loro torto, che con la tristezza nel cuore e gli occhi velati di malinconia, ma con grande compostezza e dignità, continuano ugualmente a regalare sorrisi e a trasmettere forza e coraggio, e a lottare, non solo per se stesse, ma per tutti coloro costretti a vivere situazioni di violenza.

Ricordiamo che si deve anche al loro impegno l’introduzione del “Codice Rosso”, che ha apportato significative modifiche al codice penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere.

L’evento di sabato, realizzato in collaborazione con Mario Nicotra del Gruppo Frates “Lauretta” di Acibonaccorsi, portava anche un messaggio importante e un invito rivolto a quanti più possibili donatori di sangue, ricordando che le donazioni di sangue e plasma sono indispensabili per la salvezza di molte vite e lo ha ricordato la giovane Marika, sorella di Laura, sopravvissuta alla furia del padre, lottando tra la vita e la morte, salva grazie alle donazioni ricevute.

Tante le persone presenti, tanti gli interventi tra sponsor, associazioni, artisti, giornalisti, rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, tante persone anche comuni che hanno sentito il bisogno di essere lì, nonostante il vento non troppo clemente, per ricordare Lauretta e fare sentire la propria vicinanza ai fratelli e a Giovanna, che ha dedicato una commovente lettera alla sua piccola, nella quale esprime tutta la sofferenza inconsolabile di una madre per un’assenza così grande, ma anche tutta la sua forza e la volontà di far continuare a vivere Laura :

“Ciao piccina mia, vorrei tanto chiederti “come stai, hai mangiato, senti freddo, cosa pensi?”.
Vorrei tanto accarezzarti, pettinare i tuoi lunghi e morbidi capelli, guardarti negli occhi e capire in un attimo cosa ti passa per la testa. Vorrei tanto…ma non posso più farlo.
Mentre ti scrivo, il cuore si stringe e si fa piccolo piccolo, diviso tra i ricordi felici e il buio degli ultimi sei anni, ti ho voluta con tutta me stessa, ho rischiato la mia vita per donarla a te e non avrei mai pensato di doverti seppellire a soli undici anni. Tu eri il nostro piccolo uragano, eri decisa a farti valere in qualsiasi momento e la tua risata, che ti rendeva così unica e inimitabile, risuonava limpida e forte. Non avrei mai pensato di doverti lasciare in questo modo, di perderti per mano di colui che ti ha generato, i mostri esistono e delle volte sono proprio accanto a noi e non ce ne rendiamo conto. Tu dormivi accanto alla persona che ti avrebbe dovuto proteggere da tutti i mostri, invece da vigliacco ti ha tradita colpendoti nel momento in cui eri totalmente indifesa, nel sonno sereno di una mattina d’estate, strappando la tua vita e i tuoi sogni, portandoti via dalle braccia mie e dai tuoi fratelli per sempre. Hai lottato, non volevi andare via, ma non ce l’hai fatta, e sono certa che non hai lasciato nemmeno per un istante la tua sorellina, mentre anche lei si batteva per vivere. In questi giorni terribili tu andavi via e lei vicina alla morte per colpa della stessa mano vigliacca riaveva la vita. Manchi tanto a lei, voi eravate due corpi e un’anima, inseparabili condividevano tutto. Manchi tanto Lauretta, ai tuoi fratelli che ogni giorno devono convivere con l’orrore di quella mattinata di sangue, con i sensi di colpa di non essere riusciti a salvarti.
Sai, in un quaderno di scuola ho trovato il tuo sogno nel cassetto, creare un centro dove sarà possibile accogliere animali abbandonati e maltrattati, ti prometto che lotterò affinché si possa avverare e mi prenderò cura, come tu sognavi, di queste creature che tu amavi moltissimo.
Eh amore mio, non smetterò di camminare nel tuo nome, finché ne avrò la forza, per raggiungere tutti i ragazzi che Dio mi permetterà di incontrare. Desidero poter diffondere l’educazione all’amore, sensibilizzarli di fronte alla violenza e l’orrore che hanno stravolto le nostre vite e che purtroppo devastano ogni giorno fin troppe famiglie, relazioni, case. Perché spero con tutto il cuore che ciò che è accaduto a te non possa accadere mai più. I figli sono innocenti, non devono pagare con la vita gli errori del genitori, io griderò sempre ai ragazzi che non c’è differenza tra uomo e donna, che nessuno ha il diritto di togliere la vita ad un altro essere umano. Siamo nati liberi, dobbiamo rispettare le scelte altrui, anche quando sono dolorose, bisogna accettare un amore che finisce, comprendere che si può cadere e rialzarsi, senza usare violenza verso nessuno. L’amore non uccide. Ogni istante piccina mia dammi la forza di continuare a sopravvivere, di lottare per te, non sei morta invano, il tuo sacrificio aiuta tutti ad amare di più la vita. Tu sei nata per sempre e giorno dopo giorno vivrai attraverso me, io sarò la tua voce e griderò per te.
Ti amo mia piccola stellina, la tua mamma.”.

Ed è proprio così, Giovanna non smette di camminare nel nome di Lauretta e nasce per questo l’associazione “Laura vive in me. Nei tuoi occhi il tuo sogno”, col fine di promuovere la persona e i valori sani, di promuovere la lotta contro ogni forma di violenza, di educare all’amore i giovani grazie agli incontri nelle scuole e aiutare gli animali abbandonati.

“Il progetto di Laura parte stasera”, ci ha spiegato Giovanna Zizzo, “parte infatti ufficialmente l’associazione che si chiama “Laura vive in me.”
Lei ha lasciato un tema ritrovato grazie alla sua insegnante nel quale raccontava il desiderio di ciò che voleva fare da grande, lei avrebbe voluto diventare veterinaria ed essere una cavallerizza e aiutare gli animali abbandonati. Nel corso della serata lo leggeremo, ho bisogno dell’aiuto di tanti per realizzare il suo desiderio, da sola altrimenti non riuscirò a farcela.”.
E continua, con gli occhi lucidi ma con il suo solito sorriso rassicurante :
“Ho tantissime emozioni dentro stasera, ho una voglia pazza di avere Laura qui con me ed organizzare insieme il suo compleanno, i suoi 18 anni, un traguardo bellissimo che tutti i giovani attendono con ansia. L’adolescenza è un’età meravigliosa e a lei è stata tolta la possibilità di viverla e per questo io ho il dovere di portare avanti il nome di mia figlia, di continuare a farla vivere attraverso la mia voce. E far sì che il suo sogno si realizzi.
Dico ai giovani, nei nostri incontri, che bisogna stare attenti alle trappole dell’amore malato, non è affatto facile capire e percepire la cattiveria della persona che si ha accanto e che si ama, come io stessa non l’ho capita né riconosciuta. Però se si riesce a recepire anche il minimo segnale, che si tratti di un gesto, di un atteggiamento alterati, parlatene, fatevi aiutare, non trascurate nulla, non sottovalutate, non rimandate, non giustificate perché pensate che si tratta del vostro compagno, marito, del quale vi siete sempre fidate. A volte, non c’è più tempo per salvare se stesse o qualcuno dei nostri cari dal mostro che si ha accanto.”.

Fuochi d’artificio e palloncini hanno colorato il cielo di Acibonaccorsi per concludere la festa dedicata a Lauretta.
Proprio come tradizione vuole quando si festeggiano i 18 anni…

Ma il regalo Laura lo ha fatto a noi, riunendoci ancora una volta, donandoci la sua dolcezza che manterremo in vita realizzando il suo progetto.

Chi volesse partecipare aderendo all’associazione e per qualsiasi informazione a riguardo, può contattare direttamente Giovanna Zizzo.
Speriamo di essere davvero in tanti.
L’inizio, è dei migliori.

Laura Magliocco