Non è possibile dividere la storia di noi due…

foto dal web

BANCHI DI SCUOLA….PUBBLICHIAMO UN CONTRIBUTO DELL’ARCHITETTO IVAN CASTROGIOVANNI

Così l’Italia si prepara a spendere i primi 750 milioni di prestiti europei per comprare (al prezzo di trecento euro l’una, come ha detto ieri la ministra Azzolina) due milioni e mezzo di poltroncine mobili con  piccolo desk  rotabile, per far fronte  al distanziamento nelle aule scolastiche. (E non vi sono comprese le strutture per i laboratori,  le biblioteche, le palestre, quelle per il personale non docente, etc.,etc…Poiché la gara, affidata a Arcuri, è a livello europeo, i media, che dovrebbero essere la coscienza critica della nazione, si chiedono se i tempi sono sufficienti per dotare i plessi entro inizio settembre di questo colossale quantitativo di  mobili, ma sostanzialmente si prestano a presentare, come a una fiera dell’arredamento, con tanto di ministro che fa la dimostrazione ergonomica, la ghiottissima occasione fornita dall’inconsapevole covid.

Sì, salteranno i banchi biposto cui gli alunni sono abituati  dall’Unità d’Italia. La storia di “noi due”, contrariamente alla “solitudine” della Pausini è possibile dividerla, anzi è già deciso. Ogni alunno vagherà come monade leibnitziana nel cosmo dell’aula. Magari,in occasione di un compleanno, si darà vita a trenini serpentiformi e l’insegnante potrà scegliere se fare la locomotiva o il vagone di coda.

A parte la facile ironia, una riflessione voglio fare su un’opportunità molto più sensata e ecologica di quella su descritta: se si affidasse agli artigiani di ogni comune l’incarico di a) tagliare esattamente in due il banco biposto; b) incollare sui due bordi ottenuti col taglio un listello di legno; c) creare con tubolare metallico le due gambe occorrenti a ognuno dei due tavoli ottenuti; avremmo un risultato brillantissimo: non dovremmo buttare in discarica i milioni di banchi ancora in buono stato; gli artigiani ringrazierebbero per questo insperato lavoro.

La ministra Azzolina dice che sta girando le Regioni per parlare coi dirigenti scolastici in vista della riapertura: nessuno ha avanzato proposte in tal senso? Mi fermo qui.

                                                                                                     Ivan Castrogiovanni