Ospedale bloccato e CUP irraggiungibile. La denuncia di TdM e sindaco

«E’ necessario che sia ripristinata al più presto la piena funzionalità dell’ospedale di Acireale», dichiara Carmelo Musmeci, responsabile del Tribunale dei Diritti del Malato.

Gli abbiamo chiesto quale sia in questi giorni, passata la piena emergenza Covid, la situazione al Santa Marta e Santa Venera.

«Passata la situazione di piena emergenza, si vive in una situazione di stallo. I reparti non funzionano come dovrebbe, basti pensare che non abbiamo il reparto di Medicina, designato come reparto Covid. L’ospedale lavora solo per l’emergenza. Il paziente può accedere tramite il Pronto Soccorso ai reparti, che però sono scombussolati logisticamente. Serve personale, bisogna riorganizzare i reparti, ripristinare gli interventi programmati. Ora che la fase dell’ emergenza è passata, la situazione dovrebbe essere ricondotta alla normalità. Lo avevamo segnalato mesi fa. In un ospedale monoblocco come il Santa Marta e Santa Venera non è facile gestire praticamente questa situazione. Non c’è un padiglione, né un reparto di infettivologia. Ci sono pazienti spaventati che per paura della promiscuità vanno via da Acireale e chi non può o non vuole allontanarsi non ha la possibilità di accedere ai servizi ospedalieri».

Non è possibile attendere oltre per una riorganizzazione del sistema che consenta ai cittadini di curarsi. Oggi i responsabili del Tribunale dei Diritti del Malato, Carmelo Musmeci e Luigi Puccione, e il sindaco di Acireale, Stefano Alì, hanno inviato una lettera al direttore generale dell’Asp3 di Catania.



“Egr. Direttore

Come prevedibile, dopo l’allentamento dell’emergenza Covid19 e dopo le ultime direttive regionali di apertura ai servizi ambulatoriali (a partire dal 25 Maggio 2020), c’è un notevolissimo flusso di pazienti che chiedono di essere visitati o di avere effettuati esami di laboratorio.

Giungono quotidianamente segnalazione di gente disperata che per giorni (qualcuno anche per 15) cerca di effettuare la prenotazione tramite CUP non ottenendo però alcuna risposta e una prospettiva di soluzione. Chiamare il numero 800553131 è frustrante, obbliga a lunghissime attese spesso inutili. Già nel messaggio registrato viene evidenziato come sia possibile richiedere un insieme ridotto di prestazioni.

Impossibile avere indicazioni per esami importanti quali mammografie o RM anche in pazienti affetti da patologie gravi tipo tumorali conclamate.

Il CUP, a quanto ci segnalano, non è raggiungibile, anche se si prende la linea dopo un po’ cade, non riuscendo a venire a capo del problema neanche riprovando svariate volte.

Ancora una volta siamo costretti a evidenziare un servizio assolutamente deficitario e talvolta inesistente.

A nostro avviso la difficoltà nelle prenotazioni al CUP è l’effetto, la cui causa, a nostro dire, sta a monte. Si doveva e si deve prevedere, una opportuna riorganizzazione dei servizi del territorio adeguata alle necessità del post Covid19.

 E allora, ancora in emergenza, si agisca immediatamente.
 Si dia ai Presidi Territoriali di Assistenza (PTA) personale specialistico sufficiente, si mettano gli Ospedali in condizione di effettuare anche i servizi ambulatoriali, si operi sugli orari in modo da garantire prestazioni almeno h12
(dalle 8 alle 20 come da indicazioni regionali), si faccia di tutto e, soprattutto, si informino i cittadini quanto si sta realizzando per eliminare questi gravissimi problemi”.

A breve la questione approderà anche in consiglio comunale. Il TDM nei giorni ha incontrato il sindaco per discutere “della disastrosa situazione che vivono oggi i cittadini che necessitano di cure e di qualunque servizio sanitario erogato dall’ASP3 di Catania. I sacrifici chiesti alla nostra struttura ospedaliera erano stati giustificati dalla fase emergenziale dell’epidemia Covid19, oggi, in situazione di vigile normalità, non hanno più ragione di essere. Invece abbiamo un ospedale bloccato nella totalità dei reparti e negli ambulatori”, spiega Carmelo Musmeci. Il Sindaco Alì e il TDM, dopo la lettera denuncia alla direzione dell’ASP di Catania delle disfunzioni rilevate, hanno concordato di stabilire un contatto con i sindaci e con le sigle della società civile del territorio per l’istituzione di un unico centro Covid19 provinciale e di manifestare all’Assessorato regionale le serie difficoltà vissute dai cittadini per accedere alle cure.

L.C.