Perla Jonica, anche lo Sceicco Lascia Acireale

Erano gli anni ruggenti della grande imprenditoria catanese guidati dai 4 Cavalieri del lavoro che Giuseppe Fava dal suo giornale, “I Siciliani” definiva i “Cavalieri dell’apocalisse mafiosa”, ed è in quegli anni che nacque la Perla Jonica.

I Costanzo, avevano ereditato l’impresa del padre nel dopoguerra e grazie alla congiuntura favorevole di quegli anni in cui gli imprenditori rampanti, i politici, i mafiosi ed i Giudici si frequentavano allegramente e discutevano del futuro della Sicilia davanti ad un aperitivo nel centralissimo bar Europa di Catania , si dava inizio alla grande speculazione edilizia della Sicilia orientale.

Quell’euforia di concessioni edilizie rilasciate in mezz’ora, seconda solo al grande “sacco di Palermo” che devastò il capoluogo, produsse nuove strade che spesso finivano nel nulla, alimentando il mito dell’opera incompleta di cui ancora oggi troviamo molte tracce nel territorio siciliano e grandi complessi industriali ed alberghieri, tra cui la Perla Jonica di Acireale.

Un immenso complesso alberghiero con 460 stanze ed appartamenti, grandi piscine, sale congressi e piste per elicotteri, Carmelo Costanzo pensava in grande e voleva realizzare il suo sogno d’imprenditore in quella che un tempo era parte dell’area della Gazzena e che solo un’improvvisata riserva istituita più per ostruzionismo politico che per sensibilità ambientale, salvò dalla distruzione certa.

Poi venne il 1992 e la tangentopoli siciliana assunse quella caratteristica peculiare derivata dall’aggravante mafiosa delle inchieste, che portò al fallimento delle grandi imprese siciliane tra cui la fratelli Costanzo, mai condannata per reati di mafia.

Dopo il tracollo della Fratelli Costanzo la Perla Jonica venne venduta dai Commissari liquidatori alla Item srl di Catania, una società di cui è azionista di maggioranza Lo Sceicco Hamed Bin Ahmed A con l’ambizioso progetto di realizzare un complesso alberghiero di lusso sotto il marchio prestigioso della catena alberghiera Hilton.

Il ricco arabo di Abu Dhabi si aggiudica così, per soli 46 milioni 350 mila euro, la proprietà della Perla Jonica, e si susseguono le voci sulla rinascita del complesso che con il suo indotto avrebbe trascinato tutto il comprensorio verso un futuro di sviluppo e prosperità.

Ma il cantiere partito in ritardo affidato alla Volteo srl , nel 2016 s’interrompe presto per una presunta truffa ai danni della Item srl da parte dell’impresa esecutrice accusata di aver intascato parte dei contributi pubblici senza aver portato avanti il cantiere. Molte imprese subappaltatrici rischiano il fallimento e tutto si ferma. Ma il Tribunale del Riesame di Catania, accogliendo integralmente l’istanza di Volteo emettendo un procedimento di revoca del sequestro e dopo alcuni anni si giungeva ad un’archiviazione.

La Item annuncia una nuova partenza del cantiere affidandolo ad un’altra impresa esecutrice e promettendo l’ultimazione per il 2020, viene rinnovata anche la governance dell’azienda con personalità di livello internazionale ed entra la Banca Monte dei Paschi con un cospicuo finanziamento

Chiarissime le idee della Item, che già progettano il collegamento aereo diretto Catania – Dubai, grazie ad accordi che saranno stretti tra la notissima compagnia aerea Emirates e l’aeroporto catanese, per gentile intercessione di Hamed bin Al Hamed, che però si fa vedere sempre meno a Catania e ancora meno ad Acireale, nonostante sia ormai noto come “lo sceicco della Perla Jonica”.

Il cantiere riparte tra alti e bassi e nulla trapela sui futuri assetti del colosso alberghiero, molti giovani acesi mandano il proprio curriculum alla Hilton, anche se negli ambienti informati e tra le imprese fornitrici del cantiere qualche dubbio trapela.

ed è così che a fine 2019 la ITEM dello sceicco della Perla Jonica chiede il concordato al Tribunale di Catania, procedura che presuppone una dismissione di molti asset, tra cui il complesso alberghiero che passa dal preannunciato completamento entro il 2020 ad una nuova vendita, con una nutrita serie di creditori tra cui la stessa Banca Monte Paschi di Siena.

Non è chiaro cosa ci sia dietro questa repentina richiesta di concordato, a cui entro sessanta giorni, potranno far seguito le offerte di acquisto, di certo la Perla Jonica si aggiunge al gruppo delle “invendute” acesi insieme alle Terme di Acireale ed altri alberghi e le prospettive di rilancio si allontanano.

Chissa se almeno gli oneri di ristrutturazione siano stati versati al Comune di Acireale ?

Fabio D’Agata