Piccola storia di Jaci – Esposizione delle reliquie di San Sebastiano 1854

” Nel mese di Agosto dell’anno 1854 secondo che aumentavansi i timori della imminente invasione del Colera – morbo, il popolo Acitano conscio della efficacia e necessità della preghiera, con fervore e perseveranza ebbe ricorso a Dio” cosi iniziava il Sac. Giuseppe Di Mauro Riggio iniziava il capitolo “Cenno Storico” dei Sentimenti religiosi e delle pratiche divote della Città di Acireale menacciata e colpita dal colera nell’anno 1854.

La città di Aci Reale come le altre città del Regno delle due Sicilie è minacciata dalla nuova epidemia, chi ha la possibilità abbandona la città per rifugiarsi in zone isolate ed evitare contatti infatti “Furono interrotti i pubblici e i privati negozi, serrati i palagi, chiuse le camere di ritrovo, e muta rimase la maggior parte delle botteghe e dei convegni. La gente rimasta, presa dal timore, guardavasi attorno sbigottita ed andante, e parve che di momento in momento indagasse con gli occhi dove i primi strali del morbo ferissero”.

Agli Acesi rimasti resta solo il conforto della religione. Le chiese rimangono aperte , il SS.Sacramento esposto ininterottamente per “le quarantore”, il Divinissimo Cristo alla Colonna in San Pietro esposto solennemente, esposte pure le reliquie della Santa Patrona Venera. Non potevano mancare le Reliquie di San Sebastiano. Scrive Di Mauro Riggio ” All’insigne difensore dei morbi epidemici e mortali S.Sebastiano, a cui la Chiesa in modo speciale assegna la protezione dei cristiani da simili flagelli, e che la nostra città venera come uno dei suoi patroni, si ebbe ricorso con due tridui di penitenza, e per un mese ne fu tenuta esposta la sacra Reliquia.”

Altro protettore invocato dagli Acitano in questa occasione è anche San Rocco “il quale da più secoli è stato acclamato tra i protettori della città.”

Discorsi Sacri del Sac. Giuseppe Di Mauro Riggio 1857

Foto Michele Alì

(S.P.)