Piccola storia di Jaci – I Bardi, gli ultimi Signori della Terra di Iaci.

Il 03 agosto 1531 la Terra di Iaci rientrava nel Demanio Regio, ultimo signore di questa “Terra” fu Salvatore Bardi de’ Mastrantonio.

Re Giovanni

La Famiglia Bardi discendeva dalla famosa famiglia fiorentina imparentata con i Medici attraverso il matrimonio tra Cosimo e Contessina. Il Nobiliario di Sicilia riporta la seguente informazione: “Nobile ed antica famiglia, della quale è oscura l’origine. Si crede esser passata da Firenze in Palermo sotto re Federico II, aggiunse al proprio cognome quello di Mastrantonio, possedé la baronia di Calcusa o Fontanamurata, acquistata nel 1453 da un Antonio, che fu pretore di Palermo nel 1456, 1460, 1462, 1474, ed acquistò nel 1466 la baronia di Iaci “.

La Terra di Iaci fu comprata, come detto da Antonio Bardi nel 26 luglio del 1466 da Lopes Ximenes Durrea , procuratore per la pignorazione delle città di Sicilia di Re Giovanni, per la somma di 45.000 fiorini in più il feudatario si accollava alcune tasse e si impegnava a restaurare il Castello. La vendita otteneva conferma il 10 settembre dello stesso anno.

Nel 1478 ad Antonio succedeva il figlio Luigi con gli stessi diritti e la tenne per circa 30 anni, sino al 1505.

Il 15 maggio 1505, a Luigi succedeva Salvatore che otteneva l’investitura dal Vicerè Giovanni La Nusa. Il Canonico Raciti scriveva che Don Salvatore “mostrava una predilezione Aquilia, non abusò del potere e in aprile 1516, dopo la morte di Re Ferdinando “il Cattolico, nel timore che Aci, seguendo il moto di Palermo contro il Vicerè D.Ugo Moncada, prendesse occasione di Proclamarsi al Demanio, visitò i suoi stati e concesse alcune larghezze, che gli erano state domandate.”

Il Vicerè D. Hugo de Moncada

Anche il Prof. Raccuglia raccontava di questa visita:” Don Salvatore era stato accolto tra acclamazioni dei Vassalli e, facendo buon viso alle loro domande, aveva concesso il permesso di portar armi e balestre dal primo maggio a tutto agosto, l’alleviamento della tassa della liberazione dei pegni e varie altre franchigie.

Nel 1528 i Casali delle Aci tentavano, con l’aiuto interessato dei Catanesi che avevano numerosi interessi, il riscatto della Terra e il rientro nel Demanio Regio. Nel luglio la Regia Corte vendeva a Don Salvatore il diritto di ricomprare la Terra di Aci per scudi 500 con la condizione che la Corte o L’Università di Aci la potesse ricomprare nuovamente. Questo diritto inizialmente poteva sembrare un ostacolo alle mire indipendentiste degli acesi che alla fine la spuntarono e la Signoria della Famiglia Bardi de’ Mastrantonio si concludeva in modo definitivo il 03 agosto del 1531 , quando con una cerimonia al Castello di Aci la Terra rientrava in modo definitivo nel Demanio Regio.

Oggi della Signoria dei Bardi de’ Mastrantonio rimane solo un ricordo, Come ci fa sapere lo studioso Aurelio Grasso, nella Cattedrale di Acireale, un acquasantiera posta all’ingresso laterale scolpita da Antonello Gagini nel 1525, atto rogato in Palermo dal notaio Palmula.

Bibliografia:

Storia di Aci – avv. Gravagno

Aci nel secolo XVI – Can. Raciti Romeo

Storia di Aci – Salvatore Raccuglia

In copertina stemma della Famiglia Berdi dei Mastrantonio

(Seby Pittera)