Piccola storia di Jaci – “Il torrente minaccioso”, 1932.

Il dott. Fichera, dalle colonne del “Popolo di Sicilia”, in diverse occasioni pubblicava diversi articoli per sensibilizzare le autorità comunali e provinciali sulla pericolosità delle frane che si verificavano sulla Timpa acese in occasione dei temporali, mettendo in pericolo le abitazioni della borgata marinara di Santa Maria la Scala.

Secondo il dott. Fichera i guai sulla Timpa nascevano anche con la costruzione della Ferrovia (1860): “Altro fattore che ha aggravato la situazione è stato la costruzione della linea ferroviaria, Prima che venisse costruita la via ferrata le acque si versavano con una certa con una certa uniformità da tutto lo sviluppo del sovrastante ciglio. mentre per la costruzione stessa esse furono convogliate con opportune opere che ne rendessero meno nocivo il decorso e lo sfocio nel mare”.

In vari periodi il comune , con le esigue risorse, provvedeva con piccoli interventi di sostegno o rimozione di massi pericolanti, In prossimità della linea ferroviaria , alla fine dell’ottocento si provvedeva alla sistemazione di un canale di scolo progettata e diretta dall’ing. Angelo Maugeri, canale che a detta di Fichera, risultava ancora integro ed efficiente nel 1932.

In un altro articolo del 1932 alcuni mesi prima dell’alluvione di febbraio, sempre dalle colonne del “Popolo Di Sicilia” descriveva la minaccia di un torrente artificiale nei pressi del Campo Sportivo Comunale dei Cappuccini: Vicino al campo sportivo corre un torrente sotterraneo. Non lo creo la natura, ma l’opera dell’uomo. Però quando piove acqua ce ne scorre. Questo torrente sfocia sulla timpa orrida e pittoresca e selvaggia. Un salto di 160 m., un burrone di sette lave. Ricchezza di opunzie che ricordano le frescure del “purtuso” gelsi saporosi e uva primaticcia dello zio “Tizio”! Ma sotto la Timpa c’e’ Santa Maria la Scala ed il torrente versa le sue torbide acque proprio sulla borgata famosa. L’acqua porta le frane. Non conosco quale sia l’Ente da interessare. Credo però che il genio civile ci dovrebbe mettere le mani in questo argomento. Che ce le metta davvero perchè il pericolo è grave ed imminente.

Prima dell’avvento del regime ci furono due ordinanze drastiche che “allegramente” dichiaravano inabitabili le case di via Miuccio (odierna via Molino). Il dott. Fichera scriveva sull’ingenuità di tale ordinanze. Dove mandare questa gente, ricostruire un villaggio altrove? , gli scaloti avrebbero abbandonato le case e il mare che dava loro il sostentamento? il buon dottore sperava nelle politiche del regime fascista che avrebbe attenzionato la faccenda ma con la guerra tutto svanì, Il buon medico spirava nel 1951 due anno dopo nel dicembre 1953 iniziavano i lavori del primo tratto della nuova strada “Panoramica .

fonte storica: Il Popolo di Sicilia anni 1932 e 1933.

(Seby Pittera)

Foto Fan City del Canale Martinetti – agosto 2019