Piccola storia di Jaci – La Stazione ferroviaria, anno 1867

“Il bello ed orribile mostro di  ferro” cit. Lionardo Vigo Calanna.

L’impianto della stazione ferroviaria in Acireale rappresentava uno dei primi tasselli per supportare lo  sviluppo economico che la città di lì a pochi anni affronterà . La viticultura e l’agrumicoltura prosperavano e alcune nobili famiglie investivano i frutti dei proventi di queste attività. Con la demolizione e l’allargamento del Piano Botteghelle si operava la costruzione dei maestosi palazzi nell’odierno corso Umberto,con  l’abbattimento delle antiche carceri si eseguiva la sistemazione di Piazza Lionardo Vigo, la costruzione e inaugurazione delle Terme , dell’Albergo “Des Bains”,del Castello (che doveva essere, nella visione del barone Pennisi, un centro studi numismatici), di diversi collegi (che attraevano tanti studenti da tutta la Sicilia e Calabria),e non ultima, l’istituzione della Diocesi. Una Stazione ferroviaria degna di tale nome doveva, necessariamente, essere il primo “biglietto da visita” per una lunga lista di personaggi che da lì a qualche anno avrebbero sostato in città.

Sul sito di Wikipedia sono riportate alcune notizie sulle vicende della stazione dalla nascita alla soppressione.

Importante studio sui luoghi è stato eseguito dall’Ing. Natale Alì nella sua tesi di laurea del 1956,  “Potenziamento agli impianti del movimento ferroviario sulla Catania – Acireale”

la Storia

La stazione di Acireale venne realizzata nel contesto della costruzione del secondo tronco ferroviario Giardini – Catania della ferrovia Messina – Siracusa ed aperta al traffico, quando questo venne inaugurato,nei primi giorni di gennaio del 1867, (il primo tratto Messina-Giardini era stato inaugurato l’anno prima) collegando quindi la città sia col capoluogo catanese che con le località a nord. La stazione venne costruita a sud della città, dove sarebbero entro breve tempo sorte le Terme col loro parco, l’Hotel des bains, e il castello ‘Scammacca’ dei Pennisi di Floristella. I lavori di costruzione furono iniziati dalla Società Vittorio Emanuele, conosciuta anche come Società per le Strade ferrate Calabro-Sicule. In seguito la stazione (e la linea) vennero assorbiti dalla Società per le strade Ferrate della Sicilia, detta anche Rete Sicula. La stazione ebbe sempre un buon traffico viaggiatori locali e a lungo percorso; vi fermavano tutte le categorie di treni compresi i più importanti direttissimi per il rilevante traffico viaggiatori turistico diretto alle località marine circostanti e alle vicine Terme. In seguito al completamento del raddoppio dei binari della tratta Fiumefreddo-Catania Ognina la stazione venne abbandonata e sostituita da una nuova costruita circa 2 km più a sud e in zona decentrata.

Architettura

L’edificio della stazione, non molto grande ma di elegante fattura, ricalca la struttura classica delle stazioni del tempo con un corpo centrale elevato e due laterali più bassi. Il tutto era completato, da una elegante pensilina in ferro con colonne portanti in ghisa di stile neoclassico a copertura del primo binario, rimossa inopportunamente negli anni 80. Sul fianco nord-est un piccolo casino di stile neogotico, sala d’aspetto privata dei Floristella, aggiungeva un tocco di eleganza alla stazione. L’edificio, dall’apertura della nuova grande stazione più a sud. Oggi è sede di un ufficio di Poste Italiane mentre nella saletta “Pennisi” è allocata un attività commerciale.

foto: dalla pagine facebook di Michele Alì