Piccola storia di Jaci – Le basole di via Galatea, 1869

Accademia Dafnica, Carnevale 1869: durante la “tornata bernesca” il prof. Francesco D’amico recitava delle sestine con il titolo “Eraclito che sempre piange e Democrito che sempre ride”.

La sestina 26 recitava: “Quell’ampia strada che mette al Pireo, Ov’ è il Ginnasio e il Tempio di Giove. Ov’è s’innalza il Foro e L’Ateneo. Ove più a calca il popolo si move, Da cima a fondo quella strada tutta Io vidi, uh, che follia ..! appien distrutta”. Il poeta si riferiva alla via Galatea che nel 1861 era stata interessa da lavori di rimozione dei lastroni lavici e sistemata “provvisoriamente” col sistema “dell’inghiaiata”, questo per consentire i lavori di rifacimento del lastricato della via provinciale interna (odierna via Vittorio Emanuele II).

lo stesso autore ci riferiva che oltre la via Galatea anche altre strade rimasero per parecchio tempo in quello stato deplorevole. Il popolino acese coniava questa pasquinata “E lu sinnicu di Aciriali scippa ‘ntagghi e menti pirciali”.

la sestina 28 recitava: ” E andando un marmocchio su pei frantumi D’un abbattuto e antico monumento, Eccolo, non so come, o santi Numi, Ti mette in fallo il piè, e in un momento Scivola, tentenna, dà il tracollo, Cade da l’altro e si fu rotto il collo.”

sempre lo stesso autore ci fa sapere di un incidente accaduto a un ragazzino salito su un monte di basole, cadeva e si rompeva un braccio. Immancabili le imprecazioni della gente verso l’amministrazione civica.

La sestina 45 recitava: “I quali… ahi! ahi! Demostene: Che fu? Erotodo: Giove gli accoppi! Per queste vie non si può andare più avanti, Ci è sempre a dar di cozzo e restar zoppi: Se quei che l’han si guaste tutti quanti Fossero or or.. Demostene: Ah! Zitto! se ti udranno Ne avrai tu l’uscio addosso e appresso il danno.”

nella nota spiegava relativa alla sestina il prof. D’Amico scriveva “Oltre che alla strada Galatea, si erano anco svelti i lastroni e molte altre strade, donde poi la necessita del famoso Decreto sindacale delle trentatrè strade a lastricarsi, che furono lastricate di fatto”. E completava la nota della sestina con l’invito di Democrito a Eraclito a prestare attenzione alle esternazioni. “Qui or Democrito comincia un suo lungo e sempre ironico ammaestramento, per insegnare ad Eraclito come si fa a poter tirare innanzi comodamente la vita in un paese dove regna sovrana l’ipocrisia, la quale ha per divisa: Gabbare piamente i santi, per corbellare furbescamente gli uomini.”

Da libro di poesia Le Occasioni del prof. Francesco D’Amico pubblicato da Saro Donzuso Acireale 1897

Notizie su Via Galatea da Himago Urbis della dott.sa Gravagno e ing. Scaccianoce

Foto dal volume Acireale d’altri tempi , via Galatea angolo via Ganci inizi 900