Smart City – pubblicazione della graduatoria

Con decreto 375 del 2 maggio 2019 è stata pubblicata la graduatoria provvisoria relativa ai progetti di illuminazione pubblica finanziati dalla Comunità Europea attraverso l’azione 4.1.3 del Por Sicilia 2014-20.

Si tratta di fondi in cofinanziamento comunitario, aperti al partenariato pubblico privato e finalizzati al miglioramento delle reti di pubblica illuminazione dei comuni siciliani, il Comune di Acireale ha presentato un progetto derivante da una proposta di project financing che un soggetto privato presentò alla precedente amministrazione e che l’attuale ha parzialmente rimodulato

Di cosa si tratta :

Il progetto non nasce oggi ma deriva da una proposta ricevuta dalla precedente amministrazione da parte di un impresa siciliana, che propone la sostituzione e gestione della pubblica illuminazione urbana con la formula del Project financing, previsto dal codice appalti 50/2016, in cui il privato si occupa di sostenere i costi dell’investimento ricevendo in cambio un canone annuo dal Comune, che solo dopo un certo numero di anni ritornerà in possesso degli impianti, normalmente queste formule di partenariato pubblico/privato si attuano per opere pubbliche a tariffazione diretta, ad esempio un parcheggio, in cui il guadagno per il privato consiste nella vendita del tempo di sosta, oppure un autostrada in cui l’impresa che ha costruito l’opera si ripaga con i pedaggi. 

Quello attualmente presentato ed oggi ammesso a graduatoria,  è un opera in cui sarà il Comune e non i privati a restituire all’impresa un canone annuo che nel caso in questione ammonterebbe  a 1.120.000€ per 19 anni, per un investimento che prevede la sostituzione dei punti luce cittadini, con lampade a basso consumo, la loro manutenzione ed i consumi energetici.

Il progetto, in fase di presentazione da parte della giunta Barbagallo,  è stato ampiamente criticato da numerosi cittadini, esponenti dell’opposizione ed anche dall’attuale Sindaco che in merito pare abbia poi mutato le proprie considerazioni, ammettendo il progetto a finanziamento dopo aver ottenuto alcune modifiche in merito al cronoprogramma ed agli importi a base d’asta .

L’esigenza di ammodernare la rete di pubblica illuminazione, deriva dall’incuria e dalla carenza d’investimenti nella quale è stata lasciata per numerosi anni, probabilmente decenni, e soprattutto dalla necessità di abbattere i costi di fornitura energetica, che l’attuale rete a lampade tradizionali, genera sul bilancio comunale.

La scelta d’introdurre quindi una rete a led è sicuramente vincente ed adeguata, mentre sulla possibilità di farlo mediante un progetto che vincolerebbe il Comune per 19 anni a pagare oltre un milione di euro l’anno, nutro forti dubbi.

Provo ad elencarne alcuni, il primo è la stima complessiva dei punti luce che, pare, non sia rispondente alla reale situazione del comune e soprattutto alla “taratura” a corpo delle quantità da ammodernare, ovvero si interviene sui punti luce previsti in progetto oggi, mentre per quelli che , probabilmente , si svilupperanno in futuro (19 anni) si dovrà provvedere con ampliamenti in variante del progetto stesso generando ulteriori costi.

Il secondo è la durata del vincolo, 19 anni, in un settore che evolve annualmente ed in cui nessuno, è in grado di prevedere lo sviluppo del mercato e delle  tecnologie disponibili in un tempo così lungo, si tratta dell’equivalente di un mutuo, che la città andrebbe a contrarre e dal quale, probabilmente, sarebbe difficile recedere in futuro.

Poi c’è un terzo punto relativo al progetto in cui  salta subito all’occhio che il computo metrico è redatto utilizzando prezzi di analisi invece di adoperare il prezziario regionale ufficiale della regione Sicilia , i prezzi di analisi nei progetti servono a descrivere articoli non presenti in prezziario ed il progettista si assume l’onere di “ generare” un nuovo prezzo invece di utilizzarne uno di “capitolato”,  ora se questo stratagemma può essere comprensibile per alcuni prezzi, mi sembra inopportuno per un intero progetto, visto che parliamo di impianti elettrici e non di biotecnologie.

Nella pratica corrente dei lavori pubblici, i prezzi di analisi servono per aggirare i prezziari ufficiali ed aumentare il costo delle opere, non sappiamo se questo sia il caso del nostro progetto, ma di certo  pagare una “piattaforma integrata” per il telecontrollo al prezzo di 1.229.984,00€ senza capire cosa contenga realmente questa piattaforma, mi lascia perplesso.

Un altro punto che lascia qualche dubbio è la presenza delle voci a corpo e non a misura, ovvero si prevede un importo complessivo per delle voci che sono evidentemente misurabili a singole unità, metro cadauno ecc.

Per gli addetti ai lavori, questo significa che non disponi di un progetto, e stimi un intervento in maniera approssimativa, probabilmente arrotondando per eccesso gli importi, ovvero se devi sostituire 9000 ml di linee elettriche la logica vorrebbe che si adoperasse un prezzo al ml e non a corpo, e soprattutto cosa vuol dire “rifacimento”?  fai gli scavi ed i ripristini, cambi i fili, rifai le cabine intermedie di bassa tensione, sostituisci i quadri,  non lo sappiamo e probabilmente non lo sanno nemmeno loro, perché questi numeri sono presumibilmente delle poste contabili di uno studio di fattibilità e non un progetto.

La graduatoria appena pubblicata però vede il Comune di Acireale terzultimo e quindi, almeno in questa fase, non verrà finanziato in attesa di ulteriori fondi derivanti dai patti territoriali, non sappiamo se sia una buona o una cattiva notizia, di certo sul mercato elettronico Mepa esistono numerose proposte in convenzioni Consip, con le quali si potrebbe ottenere lo stesso risultato con costi, probabilmente, inferiori.

Il motivo per cui il Comune di Acireale è giunto 140° su 143° , pare , sia dovuto al meccanismo di selezione delle domande in ordine di arrivo , il cosiddetto, click day, in cui Acireale non pare sia troppo smart.

P.s. abbiamo sentito al riguardo Nando Ardita ex Assessore LL.PP:

“Il pessimo risultato ottenuto in graduatoria dal nostro Comune in merito al Project sull’illuminazione dell’intera nostra Città, chiamato “Smart City”, è da addebitare certamente alla “perdita di tempo” che questa Amministrazione ha prodotto solo per effettuare delle piccolissime e insignificanti modifiche che, purtroppo, alla luce dei fatti, hanno fatto inserire il progetto al 140 posto su 143 enti locali partecipanti”.

Fabio D’Agata