SOGIP – IL DIRITTO DI MANTENERE L’AUTONOMIA – Messina: “Continuiamo a confrontarci e a dimostrare che abbiamo tutti i requisiti previsti dalla legge”

“CI VOGLIONO RUBARE LA SOGIP” ha denunciato giorni fa il sindaco di Acireale. Stefano Alì ha voluto lanciare l’allarme ed esortare le deputazioni nazionali e regionali acesi ad agire come comunità . Lo spauracchio era già stato annunciato. L’ATI (assemblea dei sindaci della provincia di Catania che gestisce il servizio idrico integrato) vorrebbe unificare Sogip, SIDRA ed Acoset e dare vita ad un’unica azienda.

Cosa comporterebbe la tanto malaugurata ipotesi per i cittadini?
Lo abbiamo chiesto al direttore della Sogip Salvatore Messina

«Il primo rischio è almeno il raddoppio della bolletta. Sicilia Acque, che fornisce l’acqua all’ingrosso ai gestori, la vende a 70 centesimi a metro cubo, a partire da questo dato il cittadino la pagherebbe almeno a un euro e 50. La Sogip al momento la fornisce a 60/70 centesimi.  Il secondo rischio è quello dei disservizi enormi che il passaggio alla gestione integrata comporterebbe. Sabato scorso abbiamo avuto un grosso danno alla condotta principale, quella che porta l’acqua al pozzo Guzzi. Il telecontrollo ha dato l’allarme alle 20.00 e alle 10.00 di domenica il guasto era già stato riparato».

Ma c’è ancora concreta speranza che la Sogip riesca a mantenere la sua autonomia?

«La speranza c’è, perché ancora c’è un dialogo con l’Ati e stiamo producendo tutta la documentazione che richiedono e che può essere utile alla causa. Con tanti sacrifici e con tanto impegno negli anni siamo riusciti a fornire un servizio efficiente e dignitoso ai cittadini. Stiamo cercando di dimostrare, con le carte alla mano, che questa fusione con Acoset e Sidra, potrebbe solo portare a rovinare un sistema che funziona».



Stefano Alì ha annunciato che l’ amministrazione ed il consiglio comunale si opporranno strenuamente “per bloccare l’azione messa in campo dall’ATI per privare Acireale della Sogip e del suo patrimonio di rete, pozzi e competenze”. I prossimi passi annunciati per la salvaguardia della partecipata  saranno “la registrazione della società in house, la definizione del contratto quadro, l’adeguamento della pianta organica e l’assorbimento della CEMA”.


La paventata fusione di Sogip, Acoset e Sidra nasce dalla legge che costituisce l’ambito territoriale ottimale per il servizio idrico (ATI), che coincide con il territorio della provincia di Catania e prevede un unico gestore per servizio idrico e di depurazione.

«Quello della Sogip è un patrimonio che fa gola. Abbiamo utilizzato quanto previsto dalla Legge per operare autonomamente (in salvaguardia). Abbiamo ufficializzato la richiesta a febbraio 2019 e successivamente abbiamo presentato tutte le relazioni necessarie, il 19.06.2019. La richiesta è stata suffragata dal voto unanime del consiglio comunale. La Legge infatti consente (art. 147 comma 2 bis d.lgs. n.152/2006) il mantenimento del servizio idrico integrato in forma autonoma nel caso in cui sussistano le seguenti condizioni:
– approvvigionamento idrico da fonti qualitativamente pregiate;
– sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree naturali protette ovvero in siti individuati come beni paesaggistici ai sensi del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42;
– utilizzo efficiente della risorsa
– tutela del corpo idrico.
Come è evidente Acireale rispetta ed ha documentato ampiamente il possesso di tutti i requisiti, le nostre fonti ricadono in riserve come la Timpa, la qualità dell’acqua è eccezionale, testimoniata dalle analisi, c’è una continua riduzione dei consumi attraverso la continua diminuzione delle perdite. Quello che ci è stato contestato il 5.8.2019, quando è stato dato parere negativo alla nostra domanda, è il fatto che la Sogip non effettui il servizio della depurazione».

Il direttore Messina ribadisce che la Sogip gestisce il Servizio Idrico Integrato. La Sogip svolge attività di: captazione, sollevamento, trattamento, trasporto, fornitura, adduzione, distribuzione delle acque per usi civili, industriali ed agricoli, ed in quelli di raccolta, collettamento, depurazione e riuso delle acque reflue, ivi incluse quelle bianche.

«Quando l’Ente realizzerà il depuratore la Sogip, come già previsto, sarà nelle piene condizioni di gestire il servizio, che non è attivo perché non c’è la struttura».

Insomma Acireale sembra avere pieno diritto a mantenere l’autonomia gestionale. Forse le preziose fonti del territorio acese, gestite in maniera ottimale dalla Sogip, fanno davvero gola. C’è da augurarsi che il lavoro dell’amministrazione, della Sogip e dei rappresentanti politici acesi, riesca a scongiurare un atto d’imperio, che rischia di produrre sprechi enormi ed enormi disagi a danno di tanti cittadini che hanno sempre trovato acqua, buona, aprendo i rubinetti di casa.

L.C.