Soldi e aiuti per tutti, ma non si sblocca la ricostruzione delle case dei terremotati. Cristo è in ogni persona che ha perso la casa.

ACIREALE Quanti soldi! Un fiume di denaro per ogni situazione, tante sigle dove attingere denaro e portarlo nelle casse di cittadini e lavoratori e cassa integrati ma anche per le chiese, per ogni azione di miglioramento ambientale delle abitazioni, per chi non ha un lavoro ed anche per chi non vuole averlo. Soldi, soldi, soldi. Tante risorse di cui parliamo ormai da mesi ma che, fatalmente, non hanno ancora trovato la giusta canalizzazione e le questioni rimangono sempre aperte.

In ogni caso tra le buone intenzioni abbiamo notato che non si trovano i fondi necessari e le soluzioni tecniche per ridare la loro casa ai terremotati di S. Stefano. E’ il terremoto di serie “b”, quel momento della notte che ha lasciato numerosi nostri concittadini senza un tetto sopra la testa sembra proprio non essere al centro dell’attenzione del governo.

Ed ecco che rimane una strana sensazione quando viene diffusa la notizia delle risorse milionarie destinate alle chiese che hanno subito danni e non certo perchè consideriamo secondario ricostruire le chiese (è un fatto importante per tutti per chi crede e per chi non crede) ma solo perchè non poteva che esserci una sola priorità e non poteva essere che quella di ridare, prima di tutto e di tutti, la casa ai terremotati. Insomma lo scrivemmo pochi giorni dopo il sisma che la prima cosa da evitare era certamente il ripetere della situazione che avevamo visto in altre occasioni calamitosi quando per la ricostruzione si è dovuto attendere anni e decenni. Invece sembra proprio che il tempo continua a passare inesorabilemente, l’attenzione scema, il virus ha preso la scena, i cittadini che hanno subito danni alla casa aspettano con una sensazione di pazienza e rassegnazione e non resta altro che sperare in un miracolo politico.

I nostri concittadini colpiti dal sisma devono però sapere che non sono soli perchè l’attenzione che va giustamente riposta su questa faccenda non andrà nell’oblio, non spegneremo mai i riflettori intorno al terremoto che ha devastato intere frazioni della nostra città. Non dimentichiamo e non intendiamo assolutamente concedere alcuna altra proroga ad una governo che non comprende la gravità della situazione e lo sconforto di numerose famiglie che in pochi secondi hanno perso tutto.

Ritornare a casa, questo dovrà essere l’imperativo, rientrare nelle case ricostruite secondo tutti i parametri di sicurezza e in zone sicure. L’imperativo dovrà essere quello di ridare a chi ha perso tutto la serenità che solo sotto un tetto sicuro si può trovare. Basta attese, basta burocrazia, basta e basta. La casa ai terremotati solo questo adesso si deve fare e con tempi certi e celerissimi.

(mAd)