Storia d’Italia – La cinque giornate di Milano, 18 – 22 marzo 1848

Nel’ Impero asburgico il clima è in ebolizione: alle rivendicazioni autonomistiche dei boemi e degli ungheresi si uniscono quelle costituzionali e liberali della borghesia e del popolo austriaci. Il 13 marzo insorgono a Vienna gli studenti e operai. Il giorno dopo Metternich è costretto a dimettersi dopo quarant’anni di governo e deve fuggire dalla capitale. Il 16 marzo Ferdinando I annunzia la concessione dell costituzione. Ma la sollevazione in tutto l’Impero ormai sembra irreversibile.

Anche nel Lombardo – Veneto scoppia la rivoluzione. La prima città a sollevarsi è Venezia, dove il 17 marzo, la popolazione scende nelle piazze, impone la liberazione dei patrioti detenuti: primo fra tutti Daniele Manin che diventerà subito il capo e il grande animatore dell’insurrezione veneziana. Alcuni scontri sanguinosi tra la popolazione e le truppe esacerbano gli animi dei cittadini, inducendo il governatore, l’ungherese Palffy, a concedere l’istituzione della guardia civica.

Il 18 marzo l’insurrezione scoppia a Milano: per 5 giorni la popolazione tiene impegnate le forze austriache comandate dal maresciallo Radetzky. La direzione politico – militaredella rivoluzione è assunta da un gruppo di patrioti fra cui spicca Carlo Cattaneo. Nella Notte tra il 22 e il 23 marzo, i raparti abbandonano la città attraversando Porta Tosa e si ritirano verso il “Quadrilatero” costituito dalle fortezze di Mantova, Peschiera, Verona e Legnano.

Il giorno 22 la situazione precipita anche a Venezia dove gli insorti, guidati da Daniele Manin, costringono alla capitolazione il presidio austriaco e proclamano la Repubblica.

Per Carlo Alberto, appoggiato da tutte le forze liberali, pare il momento di prendere testa del moto di liberazione nazionale e il 23 marzo dichiara guerra all’Austria che consenta quanto meno di strappargli la Lombardia e ridimensionare l’influenza politica e militare sulla penisola. Ha inizio la Prima guerra d’Indipendenza.

Nella foto: assolto al Palazzo del Governo