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Storia d’Italia – La rivolta di Cosenza, 15 marzo 1844.

Con la Restaurazione non mancarono le iniziative liberali e patriottiche che culminarono con la rivolta del 15 marzo 1844 a Cosenza, capoluogo della Calabria Citeriore nel Regno delle due Sicilia.

 Il Moto delle Idi di marzo sarebbe dovuto scoppiare contestualmente a quello delle altre province calabresi, ma poichè la notizia si era divulgata anche tra gli ambienti della polizia, alcuni rivoltosi come Plutino, manifestarono l’intenzione di rimandare laribellione. Frugiuele e i cosentini, invece, si opposero al blocco dell’azione e decisero di mettere in atto il piano, ma i ribelli che avrebbero voluto il rinvio dell’azione, sparsero notizie false per fermare la rivolta. Così a Settimo di Montalto, uno dei luoghi prescelti per l’incontro di una delle bande dei cospiratori, la notte del 14 marzo giunsero pochissimi uomini, mentre l’altra compagine si ritrovò a Monte Chierico, alle spalle di Portapiana. All’alba,tuttavia, il gruppo innalzò il Tricolore e marciando per le vie della città, raggiunse l’Intendenza. Un considerevole numero di ribelli proveniva dai paesi albanesi, traquesti era Domenico Mauro, intellettuale stimato e attivo, che si misea capo della sfortunata sommossa cosentina antiborbonica al grido di“Italia e Costituzione”. Arrivati dinanzi allo spiazzo antistante il Palazzo, i rivoltosi trovarono il portone sbarrato ed iniziarono a scaricarvi fucilate e colpi di ascia per sfondarlo, ma si trovarono subito circondati da uno squadrone di soldati a cavallo comandato dal Capitano Vincenzo Galluppi, figlio del filosofo Pasquale. Lo scontro fu fatale per gendarmi e ribelli, rimasero a terra Galluppi e un altro gendarme e tra gli insorti Francesco Salfi, Michele Musacchio, Emanuele Mosciari,Giuseppe de Filippis e molti altri rimasero feriti.  Il Patriota Salfi aveva appena fatto in tempo a sventolare il Tricolore, quello stesso che oggi è conservato presso il Comune di Cosenza come uno dei più antichi d’Italia. Nel frattempo, il gruppo riunito a Portapiana, aveva sentito gli spari e accorse in aiuto, ma si disperse non appena seppe del fallimento dell’azione. (Francesca Canino – moto cosentino del 15 marzo 1844).

A questa moto rivoluzionario è legata la vicenda dei fratelli Bandiera, Saputo dello scoppio dell’insurezione e credendo che era di ispirazione mazziniana, a capo di un gruppo di repubblicani veneziani, cercarono di aiutare i “fratelli calabresi” ad emanciparsi dal giogo borbonico. il 16 giugno del 1844 sbarcarono nei pressi di Crotone. Ignari che la rivolta era stata soffocata e grazie a una delazione furono catturati dalla gendarmeria e fucilati.

foto dal web :

Bandiera della rivolta cosentina – foto Francesca Canino

Palazzo del governo di Cosenza

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