Storia d’Italia – La tragedia del “Conte Rosso” , Siracusa 1941

Una delle vicende poco conosciute della Seconda guerra mondiale. Nel 2011 in occasione del 70° anniversario, nella città di Siracusa ci sono svolti delle commemorazioni e conferenze storiche in ricordo dell’evento, una targa è stata posta in ricordo nel Monumento ai caduti d’Africa dell’associazione Lamba Doria

Durante la seconda guerra mondiale, il 3 dicembre 1940, venne requisito dalla Regia Marina a Genova e adibito al trasporto di truppe in Libia. Effettuò diversi viaggi trasportando parecchie migliaia di uomini (fra cui per esempio, l’8 febbraio 1941, reparti della Divisione Ariete), sino al 24 maggio 1941.

Alle 4.40 di quel giorno il Conte Rosso partì da Napoli per Tripoli assieme ad altre tre grandi navi passeggeri adibite al trasporto di truppe: i piroscafi Marco Polo ed Esperia e la motonave Victoria. La scorta era fornita dalle torpediniere Procione, Pegaso e Orsa, e dal cacciatorpediniere Freccia. Al comando del convoglio vi era il contrammiraglio Francesco Canzonieri. In mare vi era poi una scorta indiretta costituita dagli incrociatori pesanti Trieste e Bolzano e dai cacciatorpedinieri Ascari, Corazziere e Lanciere. Altre tre torpediniere – Calliope, Perseo, e Calatafimi furono inviate a rafforzare la scorta diretta ma rientrarono in porto in serata. Il Conte Rosso aveva a bordo 280 uomini d’equipaggio e 2449 fra ufficiali, sottufficiali e soldati diretti in Libia, per un totale di 2729 uomini. Alle 20.40 la rotta del convoglio s’incrociò con quella del sommergibile inglese HMS Upholder comandato da David Wanklyn; esso lanciò due siluri che, dopo essere passati vicino al Freccia, colpirono il Conte Rosso, che affondò di prua in una decina di minuti, a circa 10 miglia per 83° da Capo Murro di Porco in Sicilia (al largo di Siracusa).

Persero la vita 1.297 persone e vennero recuperate soltanto 239 salme, nonostante il prodigarsi delle unità che facevano parte della scorta. Tra le navi soccorritrici ci fu la nave ospedale Arno, in navigazione tra Bengasi (Libia) e Napoli, che trasportava feriti e che alle ore 23:00 deviò la rotta verso il punto dell’affondamento. Presero parte ai soccorsi anche il Corazziere, il Lanciere, la Procione e la Pegaso, recuperando 1432 sopravvissuti. Gran parte delle vittime non ebbe il tempo di abbandonare la nave o fu strangolata dai propri giubbotti salvagente, dopo essersi tuffata da un’altezza di decine di metri (l’appruamento aveva infatti portato il Conte Rosso ad impennare la poppa molto al disopra della superficie). Il relitto del Conte Rosso – la nave italiana che nella seconda guerra mondiale, prima dell’armistizio, ebbe il maggior numero di vittime – giace in posizione 36°41′ N, 15°42′ E.

Funerali delle vittime del Conte Rosso

Fonte notizie Wikipedia

Foto della Nave dalla pagina del Sig. Ivan Grancagnolo