STORIE DI CANZONI – The Beatles – “Across the Universe”

A firma di Lennon – McCartney, come quasi tutte le canzoni dei Beatles, “Across the Universe” venne scritta nel 1967 durante una notte nella quale Lennon ebbe l’ispirazione grazie a una chiacchierata con la moglie Cynthia la quale, parlando continuamente senza mai fermarsi o arrivare al dunque, indusse Lennon a scrivere su un foglio di carta quello che sarebbe poi diventato il primo verso del nuovo brano: “Le parole scorrono come pioggia infinita in un bicchiere di carta Words are flowing out like endless rain into a paper cup” Il giorno dopo si mise al pianoforte e a quel primo verso Lennon aggiunse il mantra “Jai Guru Deva, om“, una frase in sanscrito, una delle più antiche lingue ufficiali dell’India, che significa “Grazie, ti saluto Maestro Divino”. il Maestro Divino cui fa riferimento è Maharishi Mahesh Yogi, di cui i Beatles dopo averlo incontrato a Londra, furono discepoli durante il loro “periodo indiano”. La popolarità di Mahesh fu dovuta al fatto che negli anni sessanta diversi personaggi famosi si recarono da lui per imparare la meditazione trascendentale e “Across the Universe”, nonostante la semplicità della sua armonia, si sviluppa in un’atmosfera di perfetta armonia con l’universo.

La canzone, prima di approdare nel 1970 nell’ultimo album dei Beatles “Let It Be”, venne pubblicata nell’album “No One’s Gonna Change Our World”, una compilation di artisti vari prodotta a scopo benefico. Era il dicembre del ‘69 che verrà ricordato come un anno dove accadde veramente di tutto: il maxi concerto di Woodstock, la guerra in Vietnam, il movimento hippy e gli ultimi vagiti degli stessi Beatles ormai ad un passo dallo scioglimento.
“Across the Universe”, da tutti riconosciuta come una delle canzoni più belle dei Fab Four, verrà eternamente ricordata anche grazie ad un singolare avvenimento avvenuto nel 2008.
Il 4 febbraio di quell’anno la NASA, da una sua stazione situata nel Madrid Deep Space Communication Complex di Robledo, lancia un messaggio radio interstellare; il messaggio consiste in una canzone, “Across The Universe” che la NASA ha prima convertita in mp3, poi in onde radio e infine “sparata” in direzione della stella polare, l’unico punto di riferimento utile per orientarsi di notte, al buio e anche in mezzo al mare.

Si tratta di un esperimento che dal punto di vista scientifico non ha nessuna ragione d’essere, ma rappresenta un modo del tutto originale per festeggiare in un colpo solo, il quarantesimo compleanno della registrazione del brano, il cinquantesimo compleanno della NASA e il quarantacinquesimo del Deep Space Network, l’insieme delle sue strutture sparse in tutto il mondo, adibite alle comunicazioni con lo spazio.
Paul McCartney commenta così l’avvenimento: “Inviate il mio amore agli alieni.”
La Apple Records, storica etichetta dei Beatles, attraverso un suo portavoce, ci scherza su: “Sempre in cerca di nuovi mercati”.

Infine va ricordato che nel 2003 uscì l’album “Let It Be…Naked”, una riedizione dell’ultimo album dei Beatles, con i brani “ripuliti” dagli eccessivi e sontuosi arrangiamenti inseriti in fase di post produzione da Phil Spector, arrangiamenti che avevano infastidito i membri del gruppo, soprattutto Paul McCartney. E così scopriamo che “Across the Universe” originariamente era suonata dal solo Lennon con George Harrison che lo accompagnava con il sitar.
“E’ la canzone con il testo migliore e più poetico che io abbia mai scritto“, ha affermato John Lennon nel 1970 in un’intervista a Rolling Stone.

Luigi Pennisi