STORIE DI CANZONI The Police – “Every Breath You Take”

Mai dare per scontato che dietro un motivetto gradevole ed orecchiabile debba esserci necessariamente un testo “leggero” o spensierato. E’ il caso di “Every Breath You Take”, fiore all’occhiello dei Police e canzone che viene spesso travisata e cantata come se fosse una delicata canzone d’amore.

Lo stesso Sting, leader della band ed autore del pezzo, in svariate interviste, ha confermato che si tratta di una “piccola canzone cattiva e davvero piuttosto perversa, una canzone che parla di gelosia, sorveglianza e possessività”. Il problema sta nel fatto che mentre le sue dichiarazioni sono poco note, il pezzo lo conoscono tutti, e tutti lo continuano a cantare allegramente come una canzonetta appassionata.

Nel testo, Sting impersona la parte di uno stalker. “Non vedi che appartieni a me?” canta, ed Il suo basso ha un ritmo invitante. La parte di chitarra di Andy Summers, suona come una calda carezza e Stewart Copeland è costretto a frenare la sua irruenza alla batteria suonando un ritmo costante. Con questa miscela di tecniche applicata ai diversi strumenti musicali, “Every Breath You Take” rapisce il suo ascoltatore.
Il testo della canzone è il frutto delle parole di un amante possessivo che scruta e controlla ossessivamente ogni mossa della “sua” donna.

“Ogni tuo respiro, ogni tuo movimento, ogni legame che spezzi, ogni passo che fai: io sarò lì che ti guardo.
Ogni giorno che Dio manda in terra, ogni parola che ti esce di bocca, ogni scherzo che fai, ogni notte che ti fermi: io non ti perdo mai di vista.
Te ne vuoi fare una ragione? Appartieni a me e basta! E come soffre il mio cuore a ogni passo che fai!
Ogni volta che ti muovi, ogni volta che rompi il giuramento, ogni volta che fai finta di sorridere, ogni volta che rivendichi un diritto: ti tengo d’occhio.

Da quando sei andata via mi sono perso, di notte non faccio che sognare il tuo volto, mi guardo attorno ma non riesco a rimpiazzarti, ho freddo e desidero il tuo abbraccio, e piango e grido amore mio, ti prego!”
Il problema con questa canzone, è che occorrerebbe un cambio di prospettiva, nel senso che, piuttosto che immaginare queste frasi cantate da quel figo di Sting, immaginiamo di sentirle sussurrate da un tipo viscido, magari un vicino di casa che conosci di vista, oppure urlate al telefono da un ex manesco, o ancora, scritte su una lettera anonima appena recapitata. La canzone resterebbe comunque bella, ma il suo ascolto produrrebbe certamente sensazioni del tutto diverse.

“Every Breath You Take” è stato scritto nel 1982 quando Sting soffriva di un forte esaurimento nervoso dovuto alla fine del suo primo matrimonio. Era una canzone semplice per gli standard di The Police ed infatti si basa su quattro semplici accordi, un classico giro di Do.
“Penso che sia una brutta canzone, davvero piuttosto malvagia. Riguarda la gelosia, la sorveglianza e la proprietà “, ha detto Sting nel 1983. Nonostante però egli la definisse “una brutta canzonetta”, è grazie ad essa che la band aveva appena trascorso due mesi in cima alla classifica dei singoli di Billboard.

Immagine: Artemisia Gentileschi – “Susanna e i vecchioni” 1610

Luigi Pennisi